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Giovedì, 11 Agosto 2022
I dati

Export, bene la gioielleria e i metalli prezioni (ma grazie al prezzo dell'oro). Drastico calo di affari nella moda

La Camera di Commercio pubblica i dati delle esportazioni nei vari settori dell'economia aretina. Il periodo di riferimento è quello dei primi sei mesi dell'anno. Il confronto con gli anni precedenti mostra segnali molto promettenti per l'oreficeria che ha quasi recuperato rispetto ai dati pre pandemia

Le esportazioni della provincia di Arezzo, sulla base dei dati pubblicati dall’ISTAT, si sono attestate nei primi nove mesi del 2021 a più di 7,8 miliardi di euro. I dati vengono diramati dalla Camera di Commercio alla vigilia del Summit del Gioiello che caratterizzerà al giornata di domani ad Arezzo.

“Nel periodo gennaio-settembre 2021 - sottolinea Massimo Guasconi,  presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena -  il fatturato estero delle imprese aretine ha non solo recuperato abbondantemente quello che aveva perso nel corso del primo semestre 2020 (+1,3%), ma ha fatto anche meglio di quanto registrato nello stesso periodo del 2019 (+19,4%). Un risultato che conferma la rilevanza del nostro export sia in Toscana (dove rappresentiamo il 22,2% del totale regionale, preceduti solo dal 35,9% della provincia di Firenze) che in Italia (dove ci attestiamo al quattordicesimo posto della graduatoria nazionale delle principali province esportatrici, con il 2,1% del totale delle esportazioni italiane). Di particolare rilievo il dato del comparto della gioielleria e oreficeria che fa registrare una rilevante crescita del 92,4% che non solo permette il recupero delle pesanti perdite subite lo scorso anno (-39%) ma che fa registrare una crescita del  17,3%  rispetto al 2019. Considerando però la variazione del prezzo dell’oro, che se ha giocato un ruolo tutto sommato trascurabile nell’ultimo anno (-2,4%), non altrettanto lo ha fatto rispetto al 2019,  dove la crescita del prezzo del metallo  è stata del +24%,  con molta probabilità potrebbero non ancora essere stati completamente recuperati i livelli rispetto al periodo pre-pandemia”.

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“Un quadro comunque molto promettente –prosegue il presidente Massimo Guasconi - che evidenzia come il settore sia in una fase di solida ripresa dopo il difficile periodo della pandemia e che arriva proprio nel giorno che precede il Summit del Gioiello italiano che abbiamo organizzato assieme ad Arezzo Fiere e Congressi, Comune di Arezzo e Italian Exhibition Group con l’obbiettivo  di individuare strategie e progetti che sostengano questa ripresa. Un evento che chiama a raccolta gli stakeholder più importanti dell’oreficeria e gioielleria, dalle istituzioni alle rappresentanze a livello nazionale delle Associazioni di categoria e che vedrà la presentazione del progetto ”VIVI ORO” che abbiamo realizzato assieme alla Consulta Orafa Provinciale.”

“Ancora una volta sono però i metalli preziosi a confermarsi come la più importante voce dell'export aretino – evidenzia il Segretario Generale della Camera di Commercio Marco Randellini – e ad influenzare fortemente l'andamento complessivo della provincia: nei primi nove mesi del 2021 le esportazioni si sono attestate a oltre 4,1 miliardi di euro, in flessione del 15,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ma ben al di sopra del livello pre-pandemia (+37,3%). Le esportazioni di metalli preziosi confermano la loro particolarità: nei periodi di crisi, infatti, mentre per la generalità dei prodotti si accusano cali della domanda, gli acquisti di oro aumentano sensibilmente in virtù della specifica funzione di investimento rifugio. E proprio per questo che, pur rimanendo sensibilmente al di sopra dei livelli pre-crisi, si ha un parziale rientro rispetto ai valori dello scorso anno. Tornando al comparto Gioielleria-Oreficeria anche i Distretti orafi di Vicenza ed Alessandria mostrano i segnali di ripresa che stanno interessando il distretto aretino. Vicenza cresce del 69,9% rispetto al 2020 e del 16,7% rispetto al 2019, mentre Alessandria (Valenza Po) cresce del 27,3% rispetto al 2020 ma diminuisce del 36,2% rispetto al 2019. Per quanto concerne i principali mercati di riferimento dell’export orafo aretino, si consolidano i segnali di ripresa del primo mercato di sbocco, gli Emirati Arabi Uniti: +165,6% nell’ultimo anno e +15,3% nel biennio. Molto vivace anche il mercato statunitense: +129,5% nell’ultimo anno e +87,8% nel biennio e, più in generale, tutti gli altri mercati di riferimento. Unica eccezione Hong Kong che, sia per la forte diminuzione negli ultimi due anni degli arrivi di turisti cinesi che per la creazione di nuovi hub commerciali esentasse nella Repubblica cinese (come ad esempio Hainan) sta perdendo rilevanti quote di mercato in molti settori ad iniziare proprio dalla gioielleria .”

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“Passando alla moda, altro comparto strategico per il nostro export – prosegue  Marco Randellini - dalla metà del 2021 si è interrotto bruscamente il percorso di recupero avviato nella seconda parte del 2020 e proseguito anche nel primo trimestre del 2021.Il consuntivo dei primi nove mesi dell’anno è quindi caratterizzato da un deciso segno negativo sia nel confronto con il 2020 (-26,9%) che rispetto al 2019 (-29,6%). La tendenza coinvolge praticamente tutte le specializzazioni produttive: tessile (-0,2% sul 2020 e -36,4% sul 2019), abbigliamento (-21,3% sul 2020 e -17,1% sul 2019), pelletteria (-38,6% sul 2020 e -34,8% sul 2019) e alle calzature (-23,3% sul 2020 e -41,7% sul 2019). Difficoltà che potrebbero derivare sia dal perdurare della pandemia in molte aree del mondo che dalla fase di trasformazione (con l’esplosione degli store e multistore digitali)  che stanno avendo i canali di distribuzione della moda” .

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Fra le altre tipologie merceologiche, risultano in crescita i prodotti alimentari (+4,8% sul 2020 e +25,6% sul 2019), bevande (+8,5% sul 2020 e +11,3% sul 2019), prodotti chimici (+22,2% sul 2020 e +32,9% sul 2019), altri prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi (+114,9% sul 2020 e -1,5% sul 2019), prodotti in metallo (+37,9% sul 2020 e -1,8% sul 2019), macchinari (+24,3% sul 2020 e +15,1% sul 2019), autoveicoli e mezzi di trasporto (+46,9% sul 2020 e +18% sul 2019), mobili (+54,4% sul 2020 e -1,3% sul 2019), prodotti dell’attività di trattamento dei rifiuti (+1,7% sul 2020 e +22,2% sul 2019).

Al contrario, sono in flessione agricoltura (-18% sul 2020 e -11,7% sul 2019), legno e prodotti in legno (+0,3% sul 2020 e -13,5% sul 2019), prodotti farmaceutici (-31,9% sul 2020 e -17,2% sul 2019), elettronica ed elettromedicale (-5% sul 2020 e -7,1% sul 2019), apparecchiature elettriche (-15,1% sul 2020 e -30,3% sul 2019).

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