Economia

Cotto Pratigliolmi. Parla il titolare: "L'azienda cambierà ma rimarremo sul mercato"

"Certo le difficoltà ci sono. Ma nonostante ciò i nostri 55 dipendenti sono in pari con gli stipendi e i nostri fornitori non vanta alcun credito con l'azienda". Le parole sono quelle di Saverio Del Buffa, titolare dell'azienda Cotto...

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"Certo le difficoltà ci sono. Ma nonostante ciò i nostri 55 dipendenti sono in pari con gli stipendi e i nostri fornitori non vanta alcun credito con l'azienda".

Le parole sono quelle di Saverio Del Buffa, titolare dell'azienda Cotto Pratigliolmi di Faella.
La realtà imprenditoriale del Valdarno nasce nel 1961 dando un contributo significativo alla ricostruzione dell'Italia del dopo guerra.










"E' una fornace - si legge nel proprio sito internet - che produce tutto ciò che può servire per una casa in laterizio. Nel corso degli anni si specializza: cotto per pavimenti e copertura Romana. Il cotto in varie tipologie rispettose della tradizione ed all'avanguardia. La copertura Romana in diverse versioni cromatiche per ben adattarsi alle esigenza dei borghi antichi. Oggi, alle soglie del nuovo secolo, rinnovata negli impianti, punta alla nuova sfida, il rispetto dell'ambiente. Materie prime solo naturali, emissioni ridotte, rigoroso controllo della qualità. Un cammino sempre teso all'eccellenza".

Una piccola realtà che ha contribuito nel tempo a fornire occupazione e portare valore al territorio comunale di Castelfranco di Sopra.
"E la volontà è proprio quella di continuare a fare del nostro meglio per non stoppare neanche di un giorno la produzione - sottolinea ancora Del Buffa. Recentemente è stato detto che siamo in liquidazione giudiziaria, che i libri contabili sono in tribunale e anche che i nostri 55 dipendenti sarebbero destinati ad un licenziamento collettivo. Questo non è assolutamente vero. Non corrisponde alla realtà dei fatti. Stiamo un vivendo un momento delicato ma, le commesse che abbiamo in carico saranno tutte portate a compimento e mai abbiamo saltato il pagamento degli stipendi dei lavoratori. Detto questo, quello che accadrà in futuro non possiamo prevederlo. La volontà dell'azienda è quella di continuare a pieno ritmo con la produzione. E' plausibile che dovremo andare verso la rimodulazione del piano aziendale. E' evidente che un'azienda che fattura 4 milioni all'anno non può sostenere 55 dipendenti (di cui il 35% part time). Dovremo trovare delle soluzioni ma vogliamo farlo nella maniera più efficace ed utile per tutti. E soprattutto, non vogliamo interrompere la produzione. Ci siamo e continuiamo a volerci essere".








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