Cose di Lana, ai lavoratori assegni per tfr e ferie. Ghiandelli della Cgil: "Caso raro, ringrazio gli amministratori di Supermaglia"

E' un caso raro che amministratori straordinari di un'azienda in crisi compiano azioni così forti a favore dei lavoratori. Altri passi sono attesi dai curatori di Cose di Lana

Ci sono lavoratori che dopo 30 anni di onorato servizio si sono visti staccare un assegno sostanzioso, anche di 40mila euro, marito e moglie entrambi forza lavoro di Cose di Lana che hanno potuto tirare un grande sospiro di sollievo, così come madri con più figli a carico e separate e famiglie che hanno conviventi con problemi di salute.

Quella di sabato a Sansepolcro è stata una mattina densa di significato e non del tutto usuale nelle vertenze aziendali che sono sul ciglio dello strapiombo, in bilico tra un fallimento e un affitto di ramo d'azienda.

Gli amministratori straordinari di Supermaglia Giovanni Grazzini e Alessandro Ghiori, a suo tempo nominati dal giudice Antonio Picardi, hanno consegnato a tutti i dipendenti l'assegno corrispondente al Tfr maturato fino al 2006, le fiere non godute e le tredicesime. Un atto con il quale sono stati tutelati gli interessi dei creditori privilegiati, come sono appunto i lavoratori.

Una mossa che è stata fondamentale anche per sbloccare la trattativa con l'azienda biturgense Bma di Marcello Brizzi, imprenditore che si era formato nel settore, proprio all'interno di Cose di Lana prima di intraprendere la sua strada.

"Dopo il rammarico di non aver potuto portare a conclusione il progetto di risanamento di Supermaglia Srl, vi è stata la grande soddisfazione di aver gestito, insieme al collega Dott. Alessandro Ghiori, le risorse finanziarie di questi mesi per indirizzare verso il pagamento integrale dei Tfr degli ex dipendenti - commenta Giovanni Grazzini - Abbiamo deciso di portare a compimento con rapidità questa azione per far fronte, nel rispetto della "par condicio creditorum" alle tante situazioni di disagio  per le famiglie di ex lavoratori dell'azienda nonché per sbloccare la trattativa con sindacati e curatela da parte di un'azienda terza del territorio che ripartirà con il ramo di azienda produttivo di Cose di Lana. Il saldo del Tfr deciso da noi ha permesso di tranquillizzare tutti sulla fattibilità del progetto di Marcello Brizzi cui abbiamo dato in noleggio i macchinari di Supermaglia. Questo determina la chiusura di una fase travagliata nella prospettiva concreta di rilancio della filiera sul territorio valtiberino.

Cose di Lana-Supermaglia: il Tribunale ha concesso l'affitto all'azienda biturgense Bma
 

Alcuni mesi dopo l'incarico agli amministratori straordinari, il giudice aveva ritenuto non più proseguibile l'esperienza di Supermaglia, così i lavoratori erano di nuovo transitati sotto il cappello di Cose di Lana. L'offerta irrevocabile di acquisto arrivata da Bma aveva bisogno di una liberatoria da parte dei lavoratori che non avrebbero preteso le spettanze arretrate dal nuovo proprietario. Le novità legislative però non prevedono più la possibilità di derogare al pagamento del Tfr.

I lavoratori hanno quindi dichiarato che non si opponevano al licenziamento proprio perché avevano in corso altre possibilità di lavoro. A quel punto gli amministratori Grazzini e Ghiori, che avevano diligentemente messo da parte le risorse per garantire i crediti privilegiati, hanno fatto i pagamenti.

"Non è un modus operandi comune, per questo voglio ringraziare Grazzini e Ghiori per l'azione a sfondo sociale che hanno fatto, tenendo in piedi Supermaglia e mantenendo quote per soddisfare i crediti privilegiati dei lavoratori - spiega Andrea Ghiandelli della Cgil di Arezzo che ha seguito la vicenda - sarebbe stato auspicabile che i curatori di Cose di Lana si fossero attivati per aprire la procedura di cassa integrazione straordinaria presso il Ministero cosa che purtroppo non è stata fatta, per fortuna invece proprio ieri è partita la richiesta all'Inps del pagamento del restante Tfr che le maestranze hanno maturato dal 2007."

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