Se il coronavirus "sgonfia" i depositi. Ad Arezzo le peggiori performance della Toscana

Il 2020 sarà un anno a tinte fosche per l'economia aretina: la previsione del valore aggiunto è di -11,4%, sul quale hanno influito gli andamenti negativi del comparto manifatturiero (-19%) e edile (-17%). E' quanto emerge dal focus sull'economia toscana elaborato da Ires e Cgil

Il 2020 era iniziato bene. L'economia aretina partiva da un buon dato dell'export. Poi l'epidemia si è abbattuta come un uragano sul panorama dell'economia italiana e quella del nostro territorio non è stata da meno.  Così la previsione 2020 del valore aggiunto è di un drammatico -11,4%, sul quale hanno influito gli andamenti negativi del comparto manifatturiero (-19%) e edile (-17%). E' quanto emerge dal focus sull'economia toscana elaborato da Ires e Cgil. E il futuro viene dipinto a tinte fosche. 

Ad esempio, il volume di lavoro richiesto dalle imprese dovrebbe decrescere nell’anno circa del -10% (-12% nell’industria), con una diminuzione degli occupati solo del 2% grazie ad un uso intenso di ammortizzatori che supportino la continuità del lavoro.

I consumi

Allo stesso tempo, come prevedibile, si dimostra importante la contrazione dei consumi. Quelli delle famiglie dovrebbero ridursi del 9,6 per cento, un dato che va "ben oltre la diminuzione del reddito disponibile" che è pari al -3,6 per cento. 

Quando la ripresa?

La ripresa arriverà solo fra tre anni: "Al traguardo del 2023, la ripresa dovrebbe essere ormai consolidata per quanto riguarda le esportazioni (+16% dal 2019), il valore aggiunto agricolo (+16%) e i consumi delle famiglie (+3%). Il valore aggiunto del settore dei servizi, nonché le sue unità di lavoro e il valore aggiunto complessivo dei servizi dovrebbero attestarsi un paio di punti sotto al livello 2019. Ma in quell’anno si prevede che il valore aggiunto (e la corrispondente massa di ULA impiegate nel processo produttivo) permanga di 6-7 punti percentuali inferiore al livello dello scorso anno".

Il crollo dei risparmi

Infine il capitolo risparmi: tra marzo e aprile il dato sui depositi in Toscana segna un incremento di quasi 2 miliardi di euro. Parliamo di circa 526 euro procapite, un dato del 20% superiore agli incrementi fatti registrare nei bimestri di marzo/aprile 2018 e 2019. Ma ad Arezzo non è andata cos' bene. L'incremento dei depositi di marzo e aprile è stato di 24 milioni, opvvero 69 euro pro capite, contro  i 295 del 2019 e 534 del 2018. Quella aretina è la performance peggiore di tutta la Toscana. Firenze e Lucca, dove è maggiore l’incidenza di lavoratori dipendenti di settori meno esposti al lockdown e di pensionati, fanno registrare le performance più alte.

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