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Presenze a picco negli agriturismi di Arezzo: -60%. Coldiretti: "C'è una psicosi assurda"

L'attacco del presidente Lidia Castellucci: "Purtroppo, anche se il problema finisse oggi, la sensazione è che il danno non si rimedierà più per il 2020”

Si contano i danni causati dalla psicosi irrazionale sul coronavirus che ha già provocato un ingiustificato calo del 60% delle presenze secondo il monitoraggio di Terranostra Arezzo. Attacca così una nota di Coldiretti Arezzo.

“Lo stato medio delle prenotazioni 2020 negli agriturismi della provincia di Arezzo alla data del 26 febbraio è pari al 50%, nell’ultima settimana le disdette delle prenotazioni sono già arrivate al 15% - spiega il presidente di Coldiretti Arezzo Lidia Castellucci - il problema principale sarà la mancanza delle prenotazioni che solitamente arrivano fino alla fine del mese di aprile, dallo scorso venerdì i nostri operatori agrituristici non ne hanno ricevuto più alcuna. Nella migliore delle ipotesi – prosegue Castellucci - tra mancate prenotazioni e disdette siamo già ad un danno che supera il 60% anche se ce ne saranno altre. Purtroppo, ancorché il problema finisse oggi, la sensazione è che il danno non si rimedierà più per il 2020”.

Ospiti in fuga

Nelle oltre 570 aziende agrituristiche della provincia e 9000 posti letto, il panico generato dall’epidemia sta colpendo le prenotazioni specialmente degli stranieri, a partire dalle nazionalità quali Belgio, Olanda, Germania, Paesi Scandinavi e Usa che rappresentano la maggior parte degli ospiti. Gli agriturismi spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari lontano dagli affollamenti, sono forse il luogo meno pericoloso per difendersi dal contagio, fuori dalle mura domestiche.

Quello degli agriturismi - spiega Coldiretti - è un settore vivo, dinamico e capace oggi di rispondere alla nuova domanda green degli ospiti, dal trekking al tiro con l’arco, dai percorsi culturali a quelli benessere, dagli spostamenti in bicicletta fino all’accoglienza dei camperisti, fino ai matrimoni con la capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo, che è fra le qualità più apprezzate, con piatti rigorosamente della tradizione preparati da cuochi contadini con mirabile maestria.

"Sgravi per le aziende colpite"

“L’associazione agrituristica Terranostra ha avviato una campagna per far conoscere le bellezze enogastronomiche dei territori lungo tutta la Penisola così come nella provincia di Arezzo – illustra Castellucci -  ma è anche importante individuare da parte delle Istituzioni misure di sostegno alle attività più duramente colpite attraverso sgravi fiscali e contributivi con il rinvio di pagamenti, compensazioni previdenziali delle giornate di lavoro perse e – attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori nonché la proroga delle scadenze dei piani di sviluppo rurale regionali e nazionale. La nostra associazione non si ferma – dice il presidente – lunedì 2 marzo è confermato il workshop proprio dedicato “L’agriturismo di Campagna Amica” che si terrà alle ore 9,30 presso la Casa dell’Energia in via Leone Leoni”.

La mattinata sarà struttura attraverso una tavola rotonda alla quale parteciperanno e porteranno il loro contributo, enti ed istituzioni regionali e provinciali nonché il Presidente Nazionale di Terranostra Diego Scaramuzza ed il Direttore Elisabetta Montesissa che si concentreranno sui temi legati all’importanza della crescita e dello sviluppo della cultura dell’ospitalità rurale, del cibo del territorio, del paesaggio e della biodiversità.

“Crescere vuol dire anche incontro e confronto, riprendono quindi i momenti formativi dedicati alle aziende agrituristiche – si avvia a concludere Castellucci - considerato oggi il valore strategico che rappresentano.  L’agriturismo sta assumendo un’importanza sempre maggiore nel processo di diversificazione delle attività produttive nell’agricoltura del nostro territorio, ed il suo ruolo, svolge una funzione rilevante  nell’integrazione dei redditi agricoli, nella salvaguardia di produzioni tipiche e nello sviluppo rurale.

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