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Coprifuoco alle 22? Tremano i ristoratori e gli agriturismi. Parlano Coldiretti e l'Associazione Cuochi

L'ipotesi al vaglio del governo e che potrebbe scattare se continuassero ad alzarsi i contagi penalizzerebbe soprattutto la filiera agricola, vinicola, della ristorazione e degli agriturismi

Il mondo della ristorazione e dell'intrattenimento trema all'ipotesi del coprifuoco alle 22 di sera. Questa la misura che il governo starebbe vagliando e che potrebbe mettere in atto con un nuovo Dpcm se nei prossimi giorni il numero dei contagi in Italia continuasse a salire. A parlarne sono alcuni quotidiani nazionali. come spiega anche Today.it le misure che emergono in queste ore come ipotesi prese in seria considerazione dall'esecutivo sono:

  • il coprifuoco in tutta Italia alle ore 21 o alle ore 22;
  • la chiusura dei locali pubblici alle 22;
  • la Didattica a Distanza nelle scuole superiori (proposta dalle Regioni già per il Dpcm 13 ottobre);
  • la chiusura delle scuole nelle regioni a rischio (osteggiata dalla ministra Azzolina);

La notizia del coprifuoco delle 22:00, in particolar modo preoccupa la Coldiretti e l’Associazione Cuochi Arezzo che si uniscono in una nota congiunta per commentare quello che sembra paventarsi come un blackout per le attività di ristorazione, per le strutture agrituristiche e per tutte le aziende agricole che commercializzano prodotti che vanno a rifornire ristoranti e agriturismi.

La scure su ristoranti, agriturismi e sui produttori agricoli e vinicoli

Lidia Castellucci_Gianluca Drago-2“Auspichiamo che sia solo un’ipotesi quella del coprifuoco delle 22:00 perché la sua attuazione sarebbe un’ulteriore scure che si abbatte sulle attività dei nostri associati -  dichiarano Lidia Castellucci Presidente di Coldiretti Arezzo e Gianluca Drago, Presidente dell’Associazione Cuochi Arezzo – veniamo da mesi drammatici delle nostre aziende che si sono trovati a fare i conti con una crisi mai vista che ha travolto letteralmente le attività di ristorazione, agriturismo, e di alcune filiere come quella del vino ma anche di tutte le altre produzioni che vanno a rifornire il settore della ristorazione e della somministrazione pasti, il crollo di queste attività ha un effetto negativo a cascata sull’agroalimentare della provincia, con una perdita di fatturato senza precedenti per i mancati acquisti di cibo, vino e birra agricola nel 2020”.

Orari imposti già con il Dpcm del 13 ottobre

La scossa è arrivata con il varo dell’ultimo Dpcm del 13 ottobre che prevede che i ristoranti così come gli agriturismi che fanno somministrazione pasti, dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi, quindi potranno continuare a servire i clienti solo i locali che abbiano tavoli, al chiuso o all’aperto.

“E’ enorme l’indotto che ruota intorno al sistema dell’agroalimentare – commenta Lidia Castellucci – penso al settore vitivinicolo, alle nostre aziende che allevano e producono carne di prima qualità, eccellenze del territorio che finiscono nelle cucine di agriturismi e ristoranti, così come l’olio, i trasformati, la farina, la pasta e molto altro, le nostre aziende non si sono mai fermate ma il coprifuoco delle 22:00 significa tagliare loro drasticamente la possibilità di lavorare e nello specifico di commercializzare. In alcuni settori come il vitivinicolo, la ristorazione – precisa il Presidente – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato”.

"Facciamo prima a chiudere"

In questo contesto è importante ma non sufficiente l’arrivo del bonus di filiera che stanzia 600 milioni di euro con un contributo a fondo perduto a favore di ristoranti e a agriturismi in difficoltà per l’acquisto di prodotti di filiere agricole ed alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche Dop e Igp, valorizzando la materia prima del territorio.

“Coprifuoco alle 22:00 significa bastonare per l’ennesima volta il nostro settore – commenta Gianluca Drago -  con queste che sembrano essere delle probabili restrizioni facciamo prima a chiudere”.

Dalla provincia di Arezzo l’allarme è unanime e sinergico di Coldiretti e dell’Associazione Cuochi “Il nostro è un territorio che ha fatto dell’agroalimentare il suo vanto – spiegano Castellucci e Drago – le manovre che vengono ipotizzate andrebbero ad incidere pesantemente sulle nostre attività staccando la spina e spengendo i riflettori su quelle che sono le eccellenze, forza dell’economia e del sistema Arezzo”.

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