Cooperativa Sean della Valtiberina, i sindacati: "Non siano i lavoratori a pagare"

Marco Salvini, segretario Cisl di Arezzo, parla della questione che interessa i 66 lavoratori della cooperativa sociale Sean della Valtiberina "che versa da tempo in una grave crisi aziendale"

"Noi siamo e saremo con i lavoratori". E’ perentorio Marco Salvini, segretario Cisl di Arezzo, in merito alla questione che interessa i 66 lavoratori della cooperativa sociale Sean della Valtiberina "che versa da tempo in una grave crisi aziendale".

"Nell’ultimo incontro che abbiamo avuto in prefettura e al quale hanno partecipato oltre al prefetto Palombi, le rappresentanze sindacali di Cgil e Cisl ed il liquidatore, prosegue il segretario Cisl, abbiamo ribadito il nostro fermo convincimento che sia data continuità cioè, a questi lavoratori, deve essere applicato l’articolo 2112 del Codice Civile; non devono essere i lavoratori a pagare, perché a monte ci sono stati una serie di errori, come ha anche sottolineato lo stesso liquidatore. I lavoratori hanno diritto ad avere certezze e, quindi, chi subentra deve farsi carico del pregresso o dovrà partecipare ad un bando di gara fornendo garanzie certe e convincenti per il futuro. Inoltre, prosegue Salvini, è bene tener presente che stiamo parlando di un servizio socio-assistenziale molto importante che è stato affidato a soggetti privati e che, in alcune realtà, è gestito direttamente dai servizi pubblici (Enti locali) i quali non possono chiamarsi fuori da certe responsabilità.

Anche la segretaria Fisascat Cisl, Maria Rosaria Esposito e i legali di Cgil e Cisl che hanno seguito la questione ribadiscono che "con il liquidatore sono state fatte delle trattative e che il sindacato si è reso disponibile a valutare una deroga del 2112 a condizione che ai lavoratori fosse fornita una garanzia in relazione al pagamento del Tfr. Nei vari incontri è stato richiesto di ricorrere alla dichiarazione di crisi aziendale visto che l’Inps riconosce in questi casi l’accesso al un fondo di garanzia come espressamente previsto dalle circolari dell’Istituto. Procedura che avrebbe salvato ad esempio il Tfr dei lavoratori. Ma i sindacati si sono sempre trovati di fronte un muro".

Ora, concludono dalla Cisl, "non sottoscriviamo nessun accordo, ma aspettiamo che il liquidatore ci fornisca nuovamente i conti, che ancora una volta sono discordanti da quelli già precedentemente comunicati e poi valuteremo come procedere. Sia la Cisl che la Cgil su questa vicenda hanno unità di vedute".

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