Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Consumi, impennata di richieste di finanziamento: 25 per cento in più. Importo medio di oltre 6mila euro

E' l'Italia delle rate, quella delle scadenze mensili. E' l'Italia che consuma. Se è vero che nell'ultimo trimestre del 2015 i consumi sono tornati a correre come non si vedeva da un lustro, è anche vero che i pagamenti si fanno sempre più...

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E' l'Italia delle rate, quella delle scadenze mensili. E' l'Italia che consuma. Se è vero che nell'ultimo trimestre del 2015 i consumi sono tornati a correre come non si vedeva da un lustro, è anche vero che i pagamenti si fanno sempre più dilazionati. Le richieste di prestiti finalizzati ad acquisti specifici, infatti, sono cresciute dell'11, 7 per cento a livello nazionale. E' quanto svela Sole24Ore con tanto di graduatorie. E anche Arezzo è a bordo di questa nave che veleggia in un mare di finanziamenti. Il dato è vertiginoso: l'aumento percentuale delle richieste di prestiti da febbraio 2015 a febbraio 2016 è stato del 24,3 per cento, per un importo medio di 6616 euro. Segnale chiaro di una nuova spinta propulsiva agli acquisti.

Non solo, gli aretini nel 2015 hanno speso ben 358 milioni di euro per beni durevoli. Un aumento del 5,6 per cento, che però a livello regionale si piazza tra gli ultimi in classifica. Dati che portano la città al 25esimo posto nazionale per l'incremento dei consumi. Seconda in Toscana dopo Prato (con prestiti aumentati del 26,7 per cento, ma per un importo medio inferiore a quello degli aretini, che si assesta su 6029 euro. Terza è Siena (+22,6 per cento), seguita da Pistoia (+21 per cento di finanziamenti, ma un aumento del 9,5 per cento delle spese per beni durevoli), Firenze (+19,5 per cento, beni durevoli +7,3), Lucca (+19,3 per cento, beni durevoli +7,3), Pisa (+18,1 oer cento, beni durevoli +6,9 per cento), Massa (+16,2 per cento, beni durevoli +7,6), Grosseto (+12,7, beni durevoli 5,1 per cento) e Livorno (+10,6 per cento, beni durevoli +7,7).

A livello nazionale le famiglie in media chiedono importi medio bassi, sotto i 5mila euro nel 50 per cento dei casi. Ad influenzare le richieste anche la ripresa del mercato dell'auto, seguito dall'acquisto di elettrodomestici e elettronica. In un quinto dei casi i pagamenti vengono dilazionati per 60 mesi. Rate che graveranno sui bilanci familiari per cinque anni.

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