Confartigianato su VicenzaOro: "Imprenditori aretini penalizzati dalla delicata situazione internazionale"

La fiera ha confermato il grande interesse per il gioiello made in Italy da parte degli operatori commerciali nazionali ed internazionali che hanno affollato i corridoi del centro fieristico vicentino

Con oltre 35mila visitatori la Mostra orafa di Vicenza si è confermata come il principale appuntamento dell'anno per gli operatori della manifattura orafa italiana. Sono oltre cento i marchi delle aziende associate a Confartigianato che hanno preso parte a VicenzaOro nei loro stand aziendali ed in quelli messi a disposizione da Confartigianato Arezzo. La fiera ha confermato il grande interesse per il gioiello made in Italy da parte degli operatori commerciali nazionali ed internazionali che hanno affollato i corridoi del centro fieristico vicentino.

Purtroppo i risultati per gli operatori sono stati molto condizionati da una situazione internazionale piuttosto complicata. Le tensioni fra Stati Uniti ed Iran sullo scacchiere medio-orientale ed il confronto militare tra Turchia e Russia in Libia a sostegno dei due contendenti di Tripoli e di Bengasi, che hanno condotto il Paese ad un passo dalla guerra civile, hanno creato turbolenze sui mercati valutari spingendo al rialzo le quotazioni del metallo prezioso.

Pertanto le scelte di acquisto dei buyer e dei grossisti sono state improntate ad una comprensibile prudenza.

È probabile che gli operatori abbiano preferito stare alla finestra e attendere di comprendere meglio nelle prossime settimane se l'oro confermerà le sue quotazioni intorno ai 45 euro al grammo o ritornerà sui livelli sperimentati nell'ultima parte dell'anno.

Quali sono le valutazioni che sulll'andamento del mercato all’indomani della chiusura di VicenzaOro?

Chiaro il commento del coordinatore della Federazione Orafi e Argentieri di Confartigianato, Paolo Frusone.

“Le dinamiche osservate in fiera rispecchiano i dati a nostra disposizione relativamente all'export di oreficeria nei primi 9 mesi dell'anno.  Il dato più interessante è sicuramente l’interruzione del trend negativo registrato dall’export verso gli Emirati Arabi che, tornando a crescere, si confermano come il principale mercato di sbocco del distretto orafo di Arezzo e si attestano al 27% del totale del nostro export provinciale. Gli Stati Uniti restano un mercato molto importante per il nostro made in Italy e la crescita economica ed occupazionale sperimentata negli ultimi anni sotto l'amministrazione Trump sta producendo sicuramente alcuni benefici anche per le nostre esportazioni. L’export verso gli Stati Uniti fa registrare un aumento del 25% pari ad oltre 30 milioni di euro nel corso dei primi 9 mesi del 2019 e si attesta al 9% del totale delle vendite del distretto orafo di Arezzo.

D'altro canto l'accantonamento dell'ambizioso progetto relativo alla creazione di un'area di libero scambio transatlantico tra Unione Europea ed USA e la ricerca di un dialogo con la Cina dopo il confronto aspro dei mesi precedenti rischiano di penalizzare la nostra oreficeria rispetto ai nostri competitor del continente asiatico.

Piuttosto problematica appare anche la situazione relativa alla politica doganale della Cina che dalla seconda metà del 2018 ha deciso non solo un forte ridimensionamento dei dazi, ma anche la riduzione dell'imposta sul valore aggiunto, andando in tal modo a comprimere i margini di competitività di Hong Kong che finora ha rappresentato per le aziende orafe la vera e propria porta di ingresso dei preziosi nel vasto mercato cinese.

L'abbattimento delle barriere doganali promosso dall’Unione Europea con gli accordi bilaterali con Canada e Giappone è alla base di alcune performance molto interessanti osservate negli ultimi mesi.

In particolare l'accordo di libero scambio Ceta con il Canada entrato in vigore provvisoriamente nel settembre del 2017 e al momento ancora in attesa di ratifica ha prodotto un vero e proprio boom del nostro export verso il paese nordamericano (+104%).

Della situazione dei mercati mondiali dell’oreficeria si è discusso anche nella riunione del Consiglio direttivo dell'Associazione Nazionale Orafi di Confartiganato svoltasi a Vicenza durante la Fiera.

Le rappresentanze delle principali aree produttive nazionali si sono confrontate per affrontare i principali problemi del settore.

Chiediamo al Presidente Luca Parrini quali sono stati i principali argomenti in discussione in occasione della riunione del vertice nazionale di categoria.

I temi trattati - spiega il Presidente nazionale - sono stati essenzialmente due.

“Abbiamo condiviso la necessità di un intervento sul Ministero dello Sviluppo Economico insieme alle altre categorie economiche per risolvere i problemi relativi all'utilizzo del contante nelle transazioni che avvengono all'estero in particolare sul mercato di Dubai.

Successivamente abbiamo analizzato le azioni da intraprendere per il rilancio del consumo di oreficeria sul mercato interno. Dai dati messi a disposizione dal World Gold Council emerge infatti che il consumo di orerficeria sul mercato italiano è passato dalle 34,2 tonnellate del 2010 alle 18,5 tonnellate del 2018 conducendo anche alla perdita del primato precedentemente detenuto nel contesto europeo.

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Alla luce di questa situazione - conclude Parrini - sono convinto che un'azione forte per il rilancio dei consumi sul mercato nazionale che al momento assorbe circa il 25% della produzione nazionale di oreficeria sia fondamentale per ridare ossigeno a molte piccole aziende orafe e più in generale a tutto il comparto nazionale”.

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