In 42 paesi toscani è ancora impossibile usare il cellulare. Confartigianato: "Rafforzare le reti mobili"

Baldi: in molte zone di Arezzo, Toscana, e resto d'Italia,  Industria 4.0, informatizzazione e innovazione rischiano di restare solo sulla carta

Maurizio Baldi

Badia Tedalda, Castel Focognano, Loro Ciuffenna e Terranova Bracciolini, in provincia di Arezzo, sono completamente privi di segnale per la telefonia mobile. E sono 42 in tutta la Toscana i paesi dove non è possibile usare il cellulare. Tutto questo per non parlare delle infrastrutture informatiche come la banda larga: secondo i dati diffusi da Agcom gli accessi ultrabroadband su rete fissa sono composti per l'82% della clientela residenziale e solo per il 17,8% da quella affari, segmento che include sia le imprese sia la pubblica amministrazione.

"E' una situazione inaccettabile alla quale va posto rimedio al più presto altrimenti i bei ragionamenti su Industria 4.0, sull'informatizzazione e sulla innovazione delle imprese artigiane, che spesso operano in queste zone, restano solo sulla carta ed è gravissimo".

Sono parole di Maurizio Baldi, presidente aretino, ma anche nazionale e regionale, di Confartigianato Grafici, una categoria imprenditori che ha sempre più bisogno di un'adeguata infrastruttura informatica per portare avanti il proprio lavoro.

Baldi, che per Confartigianato è anche presidente della Consulta delle Categorie della provincia di Arezzo, spiega ancora: "In molti piccoli comuni, paesini, località e frazioni, addirittura telefonare col cellulare è complicato, così come navigare su internet attraverso lo smartphone". Sono infatti oltre 40, come accennato in apertura,  territori in Toscana con poco segnale, a volte completamente al buio. "Un problema  sul quale come associazione di categoria, non possiamo non intervenire perché questa situazione non è più tollerabile".

"Su telefonia, tv, trasmissione dati serve - secondo Baldi, in questo raccogliendo in pieno l'appello dell'Uncem (Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani) - un piano nazionale congiunto, organico e fatto di investimenti oltre che visione, come sancito dalla legge 158/2017 sui piccoli Comuni, della quale si auspica immediata attuazione".

Qual è il problema, quindi, per le aziende artigiane e comunque per la piccole e medie imprese dei territori aretini, toscani e nazionali di cui parliamo: è che senza reti 3G, 4G, Wi-fi, ecc.,  di fatto si favorisce anche lo spopolamento e la desertificazione commerciale. Ad esempio ci sono anche difficoltà per gli esercizi commerciali nel fare lo scontrino elettronico e di portare a termine procedure attraverso terminali connessi.

"Semplicemente e drammaticamente manca la rete - insiste Baldi - e il lavoro entra in crisi. Addio alle possibilità di fare 'telelavoro', o anche telemedicina e teleassistenza e i problemi strutturali sono forti. Sono 5 milioni gli italiani che hanno difficoltà addirittura a telefonare figuriamoci a connettersi all'interno di un sistema sociale che invece è sempre più iperconnesso e a volte vive di connessioni".

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"La cosa è talmente preoccupante che Confartigianato chiede con forza  - conclude il rappresentante artigiano - un impegno immediato alla politica e alle istituzioni, visto che, al di là di vaghe promesse per le quali occorrerà attendere l'approvazione definitiva della Legge di Bilancio, allo stato attuale non vi è ancora un piano di investimenti per dotare il Paese, e quindi il sistema economico, di una copertura efficace per la telefonia mobile e la connessione informatica".

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