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Coldiretti: "I voucher? Fondamentali per la nostra agricoltura soprattutto nei lavori stagionali"

L’acceso dibattito sui voucher lavorativi tra sostenitori e contrari con i promotori del referendum abrogativo porta ad un intervento di Coldiretti: “La nostra preoccupazione – spiega Mario Rossi, direttore di Coldiretti Arezzo – e che si faccia...

L'acceso dibattito sui voucher lavorativi tra sostenitori e contrari con i promotori del referendum abrogativo porta ad un intervento di Coldiretti: "La nostra preoccupazione - spiega Mario Rossi, direttore di Coldiretti Arezzo - e che si faccia di tutta l'erba un fascio e che non si entri nel merito della questione con cognizione di causa: l'agricoltura è il luogo dove sono nati, e rappresentano, anche sul nostro territorio aretino, un valido contributo all'emersione del lavoro, senza gli abusi che si sono verificati in altri settorii".

"Tutto questo - insiste Rossi - anche perché nelle campagne i beneficiari possono essere soltanto pensionati e giovani studenti, tra l'altro impiegati esclusivamente in attività stagionali come la raccolta delle uve e delle olive".

Ad Arezzo nel 2016, infatti, sono stati utilizzati 18.555 voucher, che rappresentano il 12% di tutti quelli utilizzati in Toscana dove sono stati venduti 143.392 voucher destinati al settore soprattutto nelle aree a forte vocazione vitivinicola ed olivicola.

"Il che significa - sottolinea con forza Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo - che i voucher solo non sottraggono lavoro, ma ne fanno emergere altro, che diversamente sarebbe rimasto nelle maglie del sommerso".

Del totale dei voucher utilizzati in Toscana, che nel 2016 sono stati 10.400.000, "solo l'1,3% è stato impiegato in agricoltura e quindi occorre sottolineare anche che il settore primario - spiega ancora Marcelli - è quello che fa segnare il maggior aumento delle ore lavorate con un incremento del 3,9% annuale che è più del doppio di quello fatto registrare nei servizi (+1,6%) e il 50% in più di quello dell'industria (+2,6%), sulla base dei dati Istat relativi al mercato del lavoro nel terzo trimestre del 2016".

I voucher - emerge da un'indagine Coldiretti - sono stati introdotti inizialmente sperimentalmente per la vendemmia nel 2008 hanno ora perso radicalmente la sua connotazione agricola a seguito della progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio.

Del totale venduti - precisa Coldiretti - il 14,9% sono stati impiegati nel turismo, il 14% nel commercio, l'11,4% nei servizi, il 4,2% nel giardinaggio e pulizia, il 4,1% manifestazioni sportive e culturali mentre la maggioranza del 47,1% in altre attività sulla base dei dati dell'Osservatorio sul lavoro accessorio dell'INPS relativi ai primi sei mesi del 2016.

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