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Clouditalia pronta al trasferimento. Il grido d'aiuto dei dipendenti, il sindaco: "Non posso dare rassicurazioni"

A riportare la questione all'attenzione dell'assise cittadina è stato Paolo Lepri, ex consigliere del gruppo misto che ha presentato un'interrogazione al sindaco Ghinelli

Quale destino attenda il palazzo, un tempo sede operativa di Eutelia, non è dato sapere. Per il momento l'unico dato certo è che la struttura è stata acquisita da Aruba e che l'attuale inquilino, Clouditalia, farà i bagagli e si trasferirà a Osmannoro alle porte di Firenze. Incerto è anche il futuro dei 76 aretini impiegati presso l'azienda di via Calamandrei e che, dal prossimo autunno, rischiano di essere costretti a fare la valigia e "traslocare" nel Fiorentino dove l'azienda di telecomunicazioni intende spostarsi.

Ma facciamo un passo indietro. Tutto ha inizio lo scorso anno quando Irideos, nuova proprietaria di Clouditalia, manifestò un “non interesse” ad acquisizioni immobiliari e non partecipò all'asta per l'acquisizione dello stabile dell'attuale sede. Contestualmente, l'azienda si era impegnata a rinnovare il contratto di affitto per 1 anno. In quella circostanza, secondo quanto poi ricostruito dai sindacati, i dipendenti sarebbero stati rassicurati fino a che ecco la doccia fredda: l'azienda si trasferisce e la sede aretina verrà dismessa. Numerosi gli appelli lanciati dai lavoratori che hanno richiesto l'intervento di più attori tra cui anche il rappresentanti della politica. Ma nonostante ciò, la scelta sembra irrevocabile.

A riportare la questione all'attenzione dell'assise cittadina è stato Paolo Lepri, ex consigliere del M5S e ora appartenente al gruppo misto che, nella giornata di ieri ha presentato un'interrogazione al sindaco Ghinelli. "Quali iniziative intende adottare l'amministrazione riguardo CloudItalia, che ha comunicato la chiusura della sede di Arezzo e il trasferimento a Firenze, con spostamento di 76 lavoratori. Di questi, 36 sono donne con figli in giovane età”. A rispondere è stato il primo cittadino il quale ha fatto di aver "incontrato i lavoratori, devo incontrare la proprietà. Non posso dare rassicurazioni, visto che l'azienda opera in totale autonomia, ma farò quanto in mio potere per caldeggiare le necessità dei dipendenti”.

Dunque nessuna certezza e, di contro, una montagna di interrogativi che continuano a rimanere senza risposte chiare e rassicuranti. Nel frattempo, il 9 luglio, è in programma un nuovo incontro tra azienda e organizzazioni sindacali. 

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