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25 aprile e 1° maggio: negozi chiusi, mercati sospesi e niente take away

Così come disposto dalla Regione Toscana, e ribadito anche dal sindaco del Comune di Arezzo, a rimanere aperte saranno solo farmacie e edicole

Il 25 aprile e il 1° maggio a rimanere aperte saranno solo le farmacie, le parafarmacie e le rivenditorie di giornali. A stabilirlo un'ordinanza firmata nei giorni scorsi dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Nel giorno della Festa della Liberazione e in quello dei lavoratori tutti gli esercizi commerciali dovranno abbassare le saracinesche. Le deroghe previste riguarderanno solo le attività sopracitate e le consegne a domicilio di generi alimentari.

Una scelta che va nella direzione di evitare afflussi di persone sia presso le strutture di vendita sia lungo le strade, rendendo così più difficile l'attività di controllo per prevenire, limitare e sanzionare i comportamenti vietati.

Provvedimento analogo preso anche dal sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli che ha a sua volta firmato un'ordinanza sindacale dove dispone la chiusura di ogni genere di attività commerciale (ad eccezione sempre delle categorie sanitarie e informazione). 

"Festa della liberazione e festa dei lavoratori - si legge in una nota dle Comune - sono ricorrenze che per tradizione costituiscono occasioni di acquisto, soprattutto di generi alimentari, per dare vita a momenti di aggregazione e convivialità e di conseguenza assembramenti che la fase attuale impone di scongiurare".

Così ecco che dopo la chiusura del mercato del sabato anche per i banchi di generi alimentari prevista per il 25 aprile e dei mercati rionali di Saione e Sant’Agostino per il primo maggio, arriva in corrispondenza di queste giornate analoga misura per tutte le attività commerciali, comprese quelle tramite distribuzione automatizzata dei beni. È fatta salva, nel rispetto della legislazione vigente, la sola vendita a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità ed esclusivamente mediante prenotazione online o telefonica e non presso l’esercizio commerciale.

Resta dunque in stand by, solo nelle due festività, la possibilità di optare per i servizi di take away previsti dalle varie attività di ristorazione e somministrazione cibo. Benché il presidente della Regiont Toscana abbia previsto un'ordinanza specifica per consentire la vendita di cibo da asporto, sia il 25 aprile che il 1° maggio questo non sarà consentito mentre, potrà essere effettuato servizio di consegna vivande a domicilio.

Coronavirus, da venerdì 24 aprile consentita la vendita di cibo da asporto

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