Economia

Profumerie Douglas, chiudono 17 negozi in Toscana: uno anche ad Arezzo. Oggi incontro al Ministero

Nella regione rischiano il posto 62 persone. In tutta Italia i negozi che abbasseranno la saracinesca saranno 128

La direzione della catena di profumerie Douglas Italia ha formalizzato ai sindacati la lista dei 128 punti vendita che sono oggetto entrano della riorganizzazione annunciata che coinvolge 457 lavoratori, compreso un punto vendita di Arezzo. La catena tedesca ha già disdettato la maggior parte dei contratti d'affitto dei negozi. Una scelta contestata da Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil in assenza di un piano commerciale ed alla luce della proroga dei licenziamenti stabilita dal Dl Sostegni al prossimo 31 ottobre. 

Douglas: 17 negozi chiudono in Toscanana

L'elenco comprende in Lombardia 20 negozi (di cui nove tra Milano e la sua provincia, cinque tra Brescia e la sua provincia, due a Mantova e provincia, idem a Varese, e uno ciascuno per i territori di Bergamo, Lecco e Monza Brianza), sei in Piemonte (quattro tra Torino e la sua provincia, uno nel territorio di Alessandria e uno nel territorio di Biella), cinque in Friuli Venezia Giulia (uno nel territorio di Trieste e quattro in quello di Udine), sei in Veneto (tre nel territorio di Padova, uno ciascuno nelle aree di Treviso, Verona e Vicenza), otto in Emilia-Romagna (due su Bologna, uno ciascuno a Modena, Parma, Ferrara, Forli'-Cesena, Reggio Emilia, Piacenza), 12 in Sardegna (quattro su Cagliari, due su Sassari, due su Nuoro, due su Olbia, uno su Carbonia e uno su Medio Campidano), cinque in Liguria (due su la Spezia, uno ciascuno nei territori di Genova, Savona e Imperia), 17 in Toscana (due su Firenze, uno a Prato, tre su Siena, tre su Pisa, due su Livorno, due su Pistoia, due a Grosseto, uno a Massa ed uno ad Arezzo), cinque nelle Marche (quattro sul territorio di Ancona, uno su Fano). Alcuni di questi sono già stati chiusi da febbraio e per gli altri la deadline è marzo 2020.

Sulla vicenda ieri è avvenuto un incontro presso la Regione Toscana con Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil.  "Siamo pronti a fare la nostra parte” ha dichiarato Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani delegato a lavoro e crisi aziendali. 
L’incontro era stato richiesto dai sindacati alla vigilia del tavolo convocato per oggi al Mise. La catena di profumerie della multinazionale tedesca che ha annunciato la chiusura di diciassette dei cinquanta punti vendita in Toscana. A rischio il posto di lavoro di 62 lavoratrici alla luce di una riorganizzazione che, spiegano i sindacati, non è neppure supportata da un piano commerciale. La vertenza, che ha carattere nazionale, coinvolge 128 punti vendita e centinaia di posti di lavoro. 

 “Sono le donne ad aver pagato il prezzo più stretto per la crisi indotta dalla pandemia”, commenta Fabiani che conferma “la disponibilità a sostenere ogni iniziativa per salvare i posti di lavoro” e che è già in contatto con il Mise.

I sindacati invocano un “fronte comune” con la Regione, posto che la riorganizzazione della Douglas riguarda punti vendita in ogni provincia toscana (eccetto Lucca). Oggi, alla conclusione del tavolo ministeriale,  Fabiani incontrerà nuovamente i lavoratori per decidere i prossimi passi. 

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