Economia Pieve Santo Stefano

Chiusura E45. Dai sindacati: "Venga delineata una strategia per una riapertura rapida e sicura"

Pagliantini, Fillea Cgil: "chiude per fallimento pubblico la E 45. Vengano individuati percorsi alternativi"

Quali saranno le ricadute sull'economia? Quali conseguenze dovranno accettare ed affrontare le aziende della Valtiberina?
Sono in attesa di risposte gli interrogativi sorti in concomitanza con la chiusura della E45 nel tratto tra Canili e Valsavignone.
L'arteria del traffico che solca l'alta valle del Tevere toccando anche la provincia di Arezzo è stata dichiarata inagibile oltre che a rischio cedimento.

La misura disposta alle 14 di questo pomeriggio arriva direttamente dalla Procura dele tribunale aretino che, a scopo precauzionale, ha scelto di interdire il trasito ai veicoli nei chilometri dove sorge il viadotto Puleto, giudicato appunto estremamente pericoloso e strutturalmente critico.

Una decisione che però, seppur doverosa, porta con sé delle conseguenze che potrebbero andare ad incidere sulla logistica delle aziende e delle imprese presenti in questo angolo di provincia. 

"La decisione della procura di Arezzo è giusta e doverosa - Antonella Pagliantini, segretaria provinciale Fillea Cgil - scongiura la possibilità che si ripeta un dramma come quello di Genova. Rimane l'angoscia e la preoccupazione per lo stato delle infrastrutture nel nostro Paese. Conseguentemente quali risultati abbia prodotto, nel corso dei decenni, il sistema degli appalti pubblici, l'incapacità della politica di riformare il sistema, investendo nelle competenze di chi dovrebbe e deve vigilare sulla qualità delle opere pubbliche invece che seguire la più facile strada degli appalti al massimo ribasso.

La E45, chiusa da oggi per iniziativa della magistratura, aveva un grande futuro: collegamento trasversale del paese e segmento della più ampia viabilità europea. Sempre che non ci siano stati difetti di progettazione o di costruzione, abbiamo invece  visto una strada piena di buche e priva di manutenzione. Dalla sua apertura, questa strada è sempre stata pericolosa e costante motivo di preoccupazione soprattutto per coloro che lo usano quotidianamente per lavoro.

La Fillea Cgil si augura che la decisione della magistratura apra una pagina nuova, sulla quale possa essere scritta una storia diversa per questa strada fondamentale per l'Italia centrale e per la sua economia. Chiediamo che le istituzioni e tutti i soggetti interessati mettano a punto progetti sia di breve termine, per attivare percorsi alternativi, sia di lungo termine per una radicale ed efficace manutenzione".

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