Economia

Chiusura Bekaert: "forti contraccolpi sul tessuto economico e sociale del Valdarno". L'accusa di Cna

"Grave atto di irresponsabilità che colpisce il tessuto economico e sociale del Valdarno, il mondo del lavoro della vallata con pesanti ripercussioni su lavoratori, famiglie, imprese artigiane dell'indotto". Si esprime in questi termini l'atto...

Mascagni Fabio

"Grave atto di irresponsabilità che colpisce il tessuto economico e sociale del Valdarno, il mondo del lavoro della vallata con pesanti ripercussioni su lavoratori, famiglie, imprese artigiane dell'indotto". Si esprime in questi termini l'atto d'accusa di Fabio Mascagni, Presidente CNA Valdarno di fronte alla chiusura dell'azienda Bekaert di Figline Valdarno che dà lavoro a 318 addetti provenienti da tutta la vallata e a numerose imprese dell'indotto.

"Azioni spregiudicate come questa mosse esclusivamente da criteri di profitto aziendale creano contraccolpi impossibili da superare in questa complessa fase economica, specie per chi - penso a molti lavoratori dell'azienda - avrà difficoltà a trovare opportunità di ricollocazione nel settore metalmeccanico perché non più giovane e radicato nel territorio. La perdita di occupazione si somma alla perdita di maestranze qualificate e di capacità imprenditoriali di tutte quelle aziende che gravitano attorno alla multinazionale belga e che su quel rapporto di lavoro hanno investito risorse".

La decisione appare ancor più grave perché non legata ad una crisi aziendale, ad un calo di produttività e di commesse.

"La proprietà - continua il Presidente Mascagni - ha deciso di delocalizzare per abbattere i costi d'impresa e aumentare i profitti, con un'azione spregiudicata priva di scrupoli. Qui si parla di economia reale, di una grande azienda che ha radici nel territorio, di piccole imprese legate a doppio filo con la ex Pirelli, di famiglie per le quali il futuro diventa d'un colpo incerto. E' l'occasione per le istituzioni e la politica di intervenire con forza e determinazione facendo prevalere l'interesse collettivo al di là delle appartenenze politiche e di attivare tutti i canali fino a portare la questione sui tavoli nazionali e oltre se serve. In queste ore in cui tutti si stanno mobilitando su più fronti, il coraggio di un'azione congiunta sarebbe la migliore forma di solidarietà ai tanti lavoratori in allarme".
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