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Chimet, accordo con l'Istituto Laue-Langevin di Grenoble per creare catalizzatori più efficienti

L'azienda aretina Chimet specializzata nel recupero e nella raffinazione di metalli preziosi dagli scarti di processi di produzione industriali annuncia la sua collaborazione con l'Institut Laue-Langevin (Ill), centro internazionale di ricerca situato a Grenoble, in Francia, per sviluppare catalizzatori industriali sempre più efficienti e migliorare il rendimento dei processi di produzione di sostanze chimiche.

Poiché l'Italia è priva di una propria sorgente neutronica per scopi scientifici - spiegano da Chimet - la struttura e le competenze di Ill rappresentano un'importante opportunità per aziende italiane come Chimet, che possono così utilizzare i neutroni in ricerche dedite a migliorare le caratteristiche dei propri prodotti.

Cosa sono i catalizzatori

I catalizzatori sono impiegati per modificare processi chimici inquinanti rendendoli più ecocompatibili, come accade nei convertitori catalitici installati sulle vetture di tutto il mondo che convertono in modo efficiente i prodotti di combustione dei motori in altri meno dannosi. Possono anche essere utilizzati per garantire che un certo prodotto presenti esattamente le caratteristiche adatte all'uso a cui è destinato, come avviene nella sintesi di principi attivi e intermedi per l’industria farmaceutica che devono rispondere ai più alti livelli di qualità e di affidabilità. La ricerca sui catalizzatori è dunque un settore molto rilevante poiche un loro miglioramento può permettere ad aziende chimiche e non significativi risparmi sui tempi e sui costi, conducendo nel contempo a prodotti e materiali con caratteristiche migliori da un punto di vista industriale ed ambientale.

Chimet - spiegano dall'azienda - vanta una Divisione Catalizzatori specializzata in questi sistemi: oro, palladio, platino e altri metalli preziosi recuperati dagli scarti dell'industria elettronica, fotografica e farmaceutica, vengono utilizzati per produrre catalizzatori metallici nanoparticellari destinati a diversi usi. Grazie ai risultati di questa ricerca, Chimet otterrà informazioni su come aumentare l'efficienza e la selettività dei suoi catalizzatori e permettere, ad esempio, la produzione di principi attivi nei medicinali di più alta qualità, contribuendo così al miglioramento delle cure farmaceutiche. L’uso dei neutroni si rivela particolarmente interessante in questa ricerca, dal momento che permette agli scienziati di osservare la dinamica degli atomi e delle molecole di idrogeno in condizione di reazione. I neutroni vantano la peculiare proprietà di non danneggiare il materiale in esame, pur penetrando in profondità, ed inoltre sono sensibili ad elementi più leggeri come l'idrogeno. Ciò li rende una sonda perfetta per studiare reazioni in cui l'idrogeno è coinvolto e per identificare le esatte caratteristiche necessarie affiche un catalizzatore funzioni al meglio. La spettroscopia neutronica presenta un suo interesse anche come tecnica complementare ad altri metodi di analisi e si conferma particolarmente utile in combinazione con tecniche che utilizzano i raggi X. Sebbene questi ultimi diano solamente informazioni indirette sul comportamento dell’idrogeno, essendo la sonda poco sensibile a questo elemento, le tecniche a raggi X possono essere comunque impiegate per monitorare delle specifiche modifiche del campione nel corso di una reazione. Partendo da queste considerazioni, il gruppo di ricerca ha lavorato in stretto contatto con un gruppo di specialisti nelle tecniche di raggi X: il lavoro scaturito da questa collaborazione ha fruttato un secondo contributo alle stesse Faraday Discussions, presentandone i risultati.

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