Che alla fine la colpa sia dei risparmiatori?

Ormai anche i muri sanno che il dramma dei risparmiatori obbligazionisti subordinati ed azionisti della vecchia Banca Etruria è stato il prodotto di una partita ben più grande delle vicende di quattro banchette di provincia. E dove un ruolo...

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Ormai anche i muri sanno che il dramma dei risparmiatori obbligazionisti subordinati ed azionisti della vecchia Banca Etruria è stato il prodotto di una partita ben più grande delle vicende di quattro banchette di provincia. E dove un ruolo fondamentale è stato svolto da una classe politica italiana che non è stata in grado di difendere gli interessi nazionali. Ben altre soluzioni si potevano e si dovevano trovare.

Ma come se questa tragedia non bastasse ogni giorno tra Berlino, Bruxelles e Francoforte ne inventano un’altra. Pare che le burocrazie europee abbiano partorito qualche tempo fa un’altra struttura, ovviamente non eletta ed incontrollata che avrebbe il compito di occuparsi delle crisi bancarie. Ebbene tale ufficio avrebbe sentenziato in sintesi che in pancia alle banche italiane ci sono troppi titoli di Stato italiani.

Si tratta naturalmente della solita diagnosi terroristica, generica ed arbitraria che una Nazione dotata di spina dorsale rimanderebbe indietro pretendendo le dimissioni di chi si è permesso di danneggiare un’altra volta i nostri interessi nazionali. Purtroppo potrebbe invece essere utile ad inguaiare ancor di più le nostre banche. Perché se qualcuno o perché troppo torsolo, o per altre ragioni prende per buona questa fregnaccia potrebbero essere guai grossi. Senza farla tanto lunga le banche italiane sarebbero costrette a vendere di gran carriera ed a prezzi di realizzo, ovvero stracciati, i titoli di stato che possiedono.

Il che comporterebbe ulteriori perdite nei bilanci di queste banche con relativo crollo dei valori delle azioni in borsa così, guarda che caso, da consentirne al momento opportuno l’acquisto a prezzi ridicoli. Purtroppo per Lorsignori ci sarebbero però altri aspetti che ci aspettiamo vengano presi in considerazione. Per esempio, se questi annunci europei producono degli sbandamenti nei valori di borsa delle banche quotate, la Consob non ha niente da dire? Oppure se questi annunci europei sono lesivi della stabilità del sistema finanziario, la Banca d’Italia non ha niente da eccepire? E tralasciamo per carità di Patria di chiederci cosa il Governo stia facendo per impedire l’esproprio del patrimonio bancario degli italiani.

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Mi sa tanto che a Lorsignori non è chiaro che l’operazione della vecchia Banca Etruria ci è bastata e ci è avanzata. E soprattutto che non possono permettersi di tirare altre fregature agli italiani. Forse qualcuno prova a dimenticarselo, ma noi ci aspettiamo che venga fatta chiarezza su molti aspetti del decreto del ventidue di novembre, e sui relativi antefatti. Inoltre noi ci aspettiamo che gli azionisti espropriati siano messi nella condizione di sapere nel dettaglio quale era la situazione effettiva della banca al momento del patatrac, sempre per fare un altro esempio. Oppure chi e come comprerà la banca, e per farne cosa. O che vengano finalmente partoriti i criteri di rimborso degli obbligazionisti subordinati espropriati. E se i criteri sono quelli che vengono fatti avventatamente filtrare nei giornali, dove tra un arzigogolo e un altro alla fine della fiera le colpe sembrano essere dei risparmiatori, saranno dolori politici grossi, ma parecchio grossi. Lorsignori farebbero bene a pensarci attentamente prima di rimettere le mani nei risparmi degli italiani.

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