Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

La Cgil: "Settore turismo: non ci sono fannulloni ma regole non rispettate"

Bianconi, segretario provinciale Filcams: "il turismo è il settore dove si annidano quantità importanti di lavoro sommerso e grigio. Servono più controllori e più controlli"

"Davvero l'Italia è il Paese dove le persone rifiutano di lavorare nel settore del turismo, preferendo magari il reddito di cittadinanza o addirittura non fare nulla? Davvero ci sono situazioni di questo tipo che comprometterebbero il presente e il futuro dei comparti della ristorazione e dell'alberghiero?".

Claudio Bianconi, segretario provinciale della Filcams Cgil, pone la domanda e offre una risposta: no.

"La realtà è ben diversa. Noi denunciamo da tempo che il turismo è il settore dove più che in altri, si annidano quantità importanti di lavoro sommerso e grigio. Parzialmente regolato dal contratto nazionale del settore, e dove buona parte delle lavoratrici e dei lavoratori sono stagionali, o a chiamata o in qualche caso anche in appalto. Denunciamo da tempo orari di lavoro troppo lunghi, ore straordinarie retribuite in qualche modo, un'offerta economica ridicola e la richiesta, spesso, di 'apprendisti esperti'".

A sostegno di questa tesi, Bianconi cita un comunicato dell'Ufficio Comunicazione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro.

"I dati sono nazionali. Noi non disponiamo dei dati provinciali ma possiamo ipotizzare che il senso dei numeri nazionali si possa applicare anche a livello locale".

Nel giorno di ferragosto, sono state ispezionate 211 aziende, in larga prevalenza nel settore dei pubblici esercizi, della ristorazione, della ricettività turistica e quello che è emerso è che 7 aziende su 10 operano con lavoratori in nero. Grazie all’intervento delle task force dell’Ispettorato e dei Carabinieri è emerso che su 211 aziende, ben 149, pari a circa il 71%, sono risultate irregolari immediatamente; 58 aziende sono state chiuse con provvedimento di sospensione dell’attività con violazioni in materia di busta paga e di tracciabilità dei pagamenti. I controlli hanno evidenziato irregolarità in merito alla sicurezza del lavoro, a forme spurie di cooperative, agli orari di lavoro, all’illecita somministrazione di manodopera e ai trattamenti contrattuali applicati ai lavoratori. Sono stati rintracciati 312 lavoratori irregolari e tra questi non possono non fare riflettere gli 11 minori irregolari, intenti a lavorare in nero o oltre le ore 22.

"La fonte di questi dati e i numeri stessi penso non abbiano bisogno di commenti. Dovrebbe apparire fin tropo evidente quanto ancora ci sia da fare; come si importante rafforzare il numero dei controllori e dei controlli ma anche la necessità di far crescere una cultura quanto più diffusa del rispetto e della Legalità. Noi come sempre, continueremo a fare la nostra parte, disponibili al confronto e alla ricerca delle soluzioni migliori".

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