Cessione OroArezzo, la Provincia accusa: "Intesa tra Ieg, Boldi e Regione. Noi all'oscuro"

Dura nota di Silvia Chiassai a margine dell'assemblea di Arezzo Fiere e Congressi di questa mattina

Silvia Chiassai Martini, Presidente della Provincia di Arezzo e socio pubblico di Arezzo Fiere, rompe il silenzio dopo l'assemblea dei soci di questa mattina e interviene sulla  questione ribadendo la volontà di agire per lo sviluppo del territorio e la tutela delle aziende aretine:

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La vicenda di Arezzo Fiere continua a lasciarmi senza parole. Sono stata eletta Presidente della Provincia solo qualche mese fa, quindi non ho contezza nel dettaglio del pregresso, ma dalla documentazione e le informazioni provenienti dagli uffici, la vicenda della proposta Ieg è stata gestita in modo fortemente discutibile per l’estrema mancanza di trasparenza e di informazione verso la Provincia e non solo. L’urgenza con cui si è cercato di far esprimere i soci sulla proposta, oggi, nell’assemblea da poco conclusa, non è accettabile. E’ importante sapere che, inspiegabilmente, i soci hanno ricevuto la documentazione soltanto un paio di settimane fa, e solo dopo insistenti richieste. Inoltre, fatto altrettanto grave,  abbiamo da poche settimane scoperto che esiste un protocollo di intesa sul futuro di Arezzo Fiere firmato soltanto da Ieg, Presidente e Regione, senza l’avvallo degli altri soci. E’ impensabile pensare di far prendere una  decisione di tale entità per il futuro del territorio a scatola chiusa, in totale assenza di una doverosa trasparenza. Come è possibile votare un contratto di cui non si conosce nel dettaglio il contenuto? È necessario valutare con attenzione la proposta Ieg, che ritengo una possibile opportunità per Arezzo Fiere, ma che deve essere esaminata attentamente in quanto la priorità delle nostre scelte deve riguardare le conseguenze sul territorio, per le aziende orafe e per tutto il sistema economico locale. Mi chiedo perché oggi si sia cercato in ogni modo di forzare la mano verso un voto sulla proposta, che fortunatamente, con grande senso di responsabilità, la maggioranza, sia pubblica che privata, si è espressa per un rinvio della discussione su questo punto. Mi chiedo anche il motivo per il quale, invece, la Regione si sia opposta; forse conosceva la proposta a differenza degli altri soci pubblici visto che era l’unico firmatario pubblico del protocollo d’intesa, secretato a tutti gli altri soggetti? Credo che l’unica strada da percorrere sia  che tutti i soci e la stessa società Ieg tornino a sedersi ad un tavolo avendo potuto contare su  di un lasso di tempo adeguato per un’analisi nel dettaglio della proposta. Basta con le tattiche di basso profilo, probabilmente ordite fuori  dalle sedi preposte, in mancanza di un’informazione chiara a tutti i soci. Qui non si scherza, in ballo c’è il futuro e il lavoro delle nostre aziende.  Arezzo Fiere è una realtà che versa da molto tempo in una condizione economica critica senza riuscire ad invertire la rotta. E’ indispensabile, quindi, mettere un tecnico qualificato alla guida dell’ente che esamini in maniera concreta i conti e che elabori un piano di risanamento permettendo un rilancio delle fiere. Rimango soprattutto sorpresa da chi, esercitando negli anni un ruolo di governo, non abbia agito con tutti i mezzi, avendo a cuore  l’economia del territorio. Mi auguro che d’ora in poi vi sia un comportamento responsabile e pragmatico, il cui unico interesse sia lo sviluppo del territorio e delle sue aziende. La Provincia non resterà solo a guardare come è successo fino a pochi mesi fa. Come deliberato dal consiglio provinciale, è prioritario un abbattimento dello stock del debito, una riduzione dei costi e la presentazione di un valido piano industriale per dare garanzie certe al futuro di Arezzo Fiere.

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