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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Economia Bibbiena

"Finite le feste, i ristoranti aretini sono vuoti e senza aiuti di Stato"

Il presidente provinciale Fiepet Confesercenti Arezzo Cesare Ghelli tratteggia un quadro a tinte fosche per la ristorazione aretina, messa in crisi dalla diffusione della variante Omicron

Passato Capodanno, arriva lo sfogo da parte del presidente provinciale della Fiepet, la Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici di Confesercenti Arezzo. Cesare Ghelli tratteggia un quadro a tinte fosche per la ristorazione aretina, messa in crisi dalla diffusione della variante Omicron. Almeno fino ai giorni scorsi, il settore aveva retto nonostante le incertezze, quantomeno nel capoluogo.

Per i locali della provincia la realtà è oggi fatta di raffiche di disdette per persone che finiscono improvvisamente in isolamento, ma non solo: al clima di precarietà si aggiungono gli adempimenti da evadere - che gli imprenditori del settore giudicano gravosi - e i mancati incassi dati dalla complessiva minor affluenza di avventori. Senza contare l'attuale assenza di agevolazioni economiche da parte dello Stato.

"Lavorare con l'incertezza costante"

Ghelli, ristoratore di Soci, si è a lungo confrontato con i colleghi della ristorazione del territorio. “Dicembre 2021 - spiega - è stato sicuramente uno dei mesi più complicati di questa pandemia. Abbiamo lavorato in mezzo a tanta incertezza, confusione, ansie e disdette. Ci sono stati grandi sacrifici, ma senza corrispettivo: solo mancati incassi e sprechi economici. E ora ci aspettano lunghi mesi, freddi e senza festività su cui far affidamento per qualche incasso in più".

Mancati ristori

Ghelli continua: "Dopo due anni di emergenza, inoltre, non sono stati previsti aiuti agli esercenti che si trovano a dover chiudere per quarantena preventiva o per Covid. In pratica in questi casi non ci sono indennità, per le spese sostenute per affitti, bollette o personale. Se ci ammalassimo o dovessimo stare a casa, perché contatti stretti di un positivo, non sono previste agevolazioni”.

L'onore del controllo del green pass

All’assenza di sostegni si aggiunge invece il crescente impegno per gli adempimenti. “Il green pass prima e quello rinforzato dopo - dice il presidente Fiepet - avrebbero dovuto essere misure provvisorie: inizialmente fino al 31 dicembre, ora protratte fino al 31 marzo. Ritengo che scaricare sui commercianti l'onere dei controlli e dover in taluni casi mandar via i clienti non è certo per noi motivo di gran soddisfazione".

"I nostri locali sono vuoti"

Ma finite le festività adesso sembrano spariti gli ultimi clienti. “Ci troviamo con i locali vuoti. Proprio così - chiosa Ghelli - il 2022 non è iniziato in maniera tanto brillante. Dopo le disdette del periodo natalizio ci siamo trovati i primi giorni dell'anno quasi deserti. Tutto ciò preoccupa e non poco”.

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