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2020, l'anno nero per migliaia di lavoratori. Ad Arezzo oltre 17mila richieste di cassa integrazione

Lami, segretario Cgil Toscana: "Si stima in quasi mezzo miliardo di euro il quantum perso dai lavoratori toscani. La perdita netta mensile di un operaio metalmecccancio in cassa integrazione è di 460 euro"

Un anno funesto quello appena concluso per tutto il mondo del lavoro. Lavoratrici e lavoratori che hanno perso l'impiego con contratti a termine non rinnovati, apprendistati non confermati e stagionali a cui è mancata occasione di mettersi all'opera: sono ben 26mila secondo l'Irpet. "Queste persone oltre il lavoro hanno perso anche il reddito", commenta il segretario Cgil Toscana con delega al mercato del lavoro Mirko Lami.

Un 2020 caratterizzato dall'emergenza sanitaria legata al covid che, oltre a minare pesantemente l'aspetto legato alla salute, ha sferrato un duro colpo all'economia. 

"Ci sono poi le centinaia di migliaia di cassaintegrati - continua Lami - che avendo stipendi non superiori a 2.159 euro si sono ritrovati con 998 euro di cig e con non molto di più chi aveva stipendi superiori. Di facile comprensione il fatto che se con uno stipednio di 1200-1300 euro potevi anche con fatica arrivare a fine mese, con meno di mille o mangi o paghi le bollette".

Ad Arezzo sono state oltre 17mila le domande pervenute per quanto riguarda la cassa integrazione. 8.599 quelle per cassa integrazione ordinaria, di cui ancora 225 da definire. Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga istruttoria sono 3.676, di cui 12 ancora da definire. 4.877 sono invece quelle in deroga ma diretta, ne restano 460 da definire. Mentre per quanto riguarda il Bonus Baby Sitting sono pervenute 9.927 domande e 59 sono ancora da definire. Numeri che testimoniano la sofferenza per migliaia di lavoratori aretini.

"Nella nostra Regione poi la situazione non era rosea neanche prima dell’arrivo della pandemia. Ci siamo entrati con 35 aziende al vaglio dell’unità di crisi regionale, con lavoratori già in cassa integrazione che è passata da ordinaria a Covid, nome diverso stesso risultato in termini di reddito. In Toscana, nell’apposita commisione regionale e non solo, si è lavorato di buona lena per esaminare le migliaia di domande, si è così almeno ridotto al minimo i tempi di attesa per l’accredito di quel troppo poco. Siamo partiti alla fine di febbraio con le richieste di cassa integrazione in deroga, elargita dalla Regione e nello stesso tempo, con la cassa integrazione FSBA per il settore artigianato. Per il settore artigianato, attraverso l'Ebret, Ente Bilaterale Regionale Toscano, il sistema ha risposto subito bene, avendo risorse finanziare ordinarie a disposizione, poi vi è stato un repentino rallentamento, con ritardi di vari mesi per il mancato accredito dei fondi da parte del governo che ha dato cassa anche alle aziende che non si erano mai iscritte al fondo la qual cosa ha  aggiunto il disagio del ritardo. In Italia la cassa integrazione in deroga, che a dicembre del 2019 è stata calcolata in 9.300 ore/anno, oggi è arrivata a 46 milioni di ore/anno. La cassa integrazione ordinaria è cresciuta del 4.072%. Le ore di solidarietà che erano nel 2019 261.738 ore /anno ora sono oltre 85 miliardi di ore /anno".

Il quadro in Toscana

- Cassa integrazione ordinaria, alla data del 1° dicembre 2020, 74.954 domande delle quali autorizzate (73.610 domande) pari al 98,21. Su questo dato confluiscono anche le nuove domande di CIGO previste dal decreto Rilancio Italia e dai decreti successivi, che hanno esteso la possibilità di beneficiare di ulteriori periodi di cassa integrazione per causale Covid-19.

- Cassa integrazione in deroga (gestione diretta INPS), sempre alla data del 1° dicembre 2020 risultano pervenute 61.771 domande delle quali ne risultano già autorizzate 58.897 (95,35 %).

- Cassa integrazione in deroga, sono state trasmesse da parte della Regione Toscana 45.898 delle quali 45.843 sono state già autorizzate dalle direzioni provinciali dandone comunicazione alle aziende (99,88 %).

- Assegno ordinario Fis (Fondi di Integrazione Salariale). Sul FIS a fronte di 43.302 domande presentate, è stato positivamente autorizzato l’89,43 % delle domande (38.727).

- Bonus baby sitting. Delle 92.185 richieste, 90.632 hanno avuto esito positivo (98,32 %).

La situazione provincia per provincia

Firenze

Cassa integrazione ordinaria 19849 domande pervenute, di cui ancora 254 da definire
Cassa integrazione in deroga istruttoria 12659 pervenute di cui 14 ancora da definire
Cassa integrazione in deroga ma diretta da INPS 19588 pervenute di cui 1348 da definire
Bonus Baby Sitting 27203 pervenute 392 ancora da definire

Siena

Cassa integrazione ordinaria 4233 domande pervenute, di cui ancora 91 da definire
Cassa integrazione in deroga istruttoria 3484 pervenute di cui 8 ancora da definire
Cassa integrazione in deroga ma diretta da INPS 5017 pervenute di cui 250 da definire
Bonus Baby Sitting 6963 pervenute 36 ancora da definire

Arezzo

Cassa integrazione ordinaria 8599 domande pervenute, di cui ancora 225 da definire
Cassa integrazione in deroga istruttoria 3676 pervenute di cui 12 ancora da definire
Cassa integrazione in deroga ma diretta da INPS 4877 pervenute di cui 460 da definire
Bonus Baby Sitting 9927 pervenute 59 ancora da definire

Prato

Cassa integrazione ordinaria 9706 domande pervenute, di cui ancora 285 da definire
Cassa integrazione in deroga istruttoria 3378 pervenute di cui 4 ancora da definire
Cassa integrazione in deroga ma diretta da INPS 4362 pervenute di cui 92 da definire
Bonus Baby Sitting 6990 pervenute 65 ancora da definire

Pistoia

Cassa integrazione ordinaria 5052 domande pervenute, di cui ancora 71 da definire
Cassa integrazione in deroga istruttoria 3268 pervenute di cui 1 ancora da definire
Cassa integrazione in deroga ma diretta da INPS 4277 pervenute di cui 251 da definire
Bonus Baby Sitting 6952 pervenute 366 ancora da definire

Pisa

Cassa integrazione ordinaria 9785 domande pervenute, di cui ancora 380 da definire
Cassa integrazione in deroga istruttoria 4813 pervenute di cui 1 ancora da definire
Cassa integrazione in deroga ma diretta da INPS 6553 pervenute di cui 41 da definire
Bonus Baby Sitting 10534 pervenute 380 ancora da definire

Massa Carrara

Cassa integrazione ordinaria 4465 domande pervenute, di cui ancora 40 da definire
Cassa integrazione in deroga istruttoria 2264 pervenute di cui 9 ancora da definire
Cassa integrazione in deroga ma diretta da INPS 2955 pervenute di cui 99 da definire
Bonus Baby Sitting 3340 pervenute 107 ancora da definire

Lucca

Cassa integrazione ordinaria 6714 domande pervenute, di cui ancora 53 da definire
Cassa integrazione in deroga istruttoria 5140 pervenute di cui 4 ancora da definire
Cassa integrazione in deroga ma diretta da INPS 6145 pervenute di cui 105 da definire
Bonus Baby Sitting 8368 pervenute 53 ancora da definire

Grosseto

Cassa integrazione ordinaria 2548 domande pervenute, di cui ancora 80 da definire
Cassa integrazione in deroga istruttoria 3064 pervenute di cui 3 ancora da definire
Cassa integrazione in deroga ma diretta da INPS 3167 pervenute di cui 142 da definire
Bonus Baby Sitting 4570 pervenute 16 ancora da definire

Livorno

Cassa integrazione ordinaria 4043 domande pervenute, di cui ancora 111da definire
Cassa integrazione in deroga istruttoria 4152 pervenute
Cassa integrazione in deroga ma diretta da INPS 4830 pervenute di cui 86 da definire
Bonus Baby Sitting 7338 pervenute 79 ancora da definire

Secondo l’Associazione Lavoro&Welfare, in Italia il calcolo del monte salari in meno, nell’arco dell’anno, è presto fatto: 600 euro di media x 1 milione di lavoratori x 12 mesi = 7 miliardi e 200 milioni di euro andati in fumo in un anno.  Si stimano in quasi mezzo miliardo di euro il quantum perso dai lavoratori toscani. La stessa associazione ha anche esaminato di la busta paga di un operaio metalmeccanico (con 22.200 euro lordi all’anno di retribuzione) e il dato che ne ha ricavato è quello di una perdita netta mensile di 460 euro. E come se non bastasse le tredicesime di quest'anno, sono state ridimensionate per le chiusure temporanee che ci sono state causa Covid, chi ha superato, infatti, 14 giorni di cassa integrazione nel mese, non ha maturato i ratei della tredicesima e delle ferie.

Questo è il quadro e ovviamente non possiamo aspettare con le mani in mano una primavera che potrebbe tardare, in queste ore tutti parlano dei soldi europei che arriveranno, ancora poco, troppo poco di come e dove usarli per innestare un cambiamento che costruisca il futuro di questa regione basato su uno sviluppo eco-sostenibile a beneficio di tutti, contro le diseguaglianze di ieri e di oggi.

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