Il settore delle case in legno è in costante crescita

Il Quarto Rapporto Case ed Edifici in Legno condotto dal Centro Studi FederlegnoArredo relativo al biennio 2018-2019 ha censito le nuove costruzioni in bioedilizia

Il settore delle case in legno è in costante crescita. Il Quarto Rapporto Case ed Edifici in Legno condotto dal Centro Studi FederlegnoArredo relativo al biennio 2018-2019 ha censito le nuove costruzioni in bioedilizia, evidenziando un aumento considerevole degli edifici in legno. Per riassumere, il mercato della bioedilizia ha guadagnato nel 2018 il 5% in più rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 724 milioni di euro di fatturato.

"Gli immobili ad uso residenziale - spiega una nota di Lam Ambiente, azienda di Corsalone - si confermano al primo posto, con il 91% del totale. 3147 nuovi edifici residenziali, suddivisi in 3200 abitazioni. Gli edifici non residenziali sono “solo” il 9%, di cui 276 quelli costruiti nel 2018.

Capire come si sta muovendo il mercato è fondamentale e per questo il confronto dei dati è di grande aiuto. Vediamo la situazione al 2017: gli immobili di tipo residenziale erano 2811, quelli ad uso terziario o produttivo 319. Situazione del 2019: gli edifici non residenziali sono cresciuti dell’86%, quelli ad uso residenziale del 112%.

Il 7% delle nuove abitazioni sono costruite in bioedilizia. La casa in legno sta diventando una modalità abitativa comune, diffusa e sempre più apprezzata".

I fattori che hanno favorito il successo delle case in legno

"Certamente la crisi climatica ha richiesto anche al singolo individuo una maggior responsabilità. Le case in bioedilizia sono ecologiche perché utilizzano il legno, un materiale circolare che non inquina nemmeno in fase di smaltimento.

Sono case in legno dall’eccellente confort abitativo, isolate termicamente e acusticamente. Ma soprattutto è l’altissima efficienza energetica che le caratterizza e che si traduce in concreto risparmio economico. Ed è proprio questo il secondo motivo del loro successo.

La casa in legno, ormai lo sappiamo bene, offre, a differenza dell’edilizia tradizionale, una totale libertà progettuale. Inoltre il committente ha la sicurezza di tempi e costi certi, nessuna brutta sorpresa in corso d’opera. Antisismici e resistenti al fuoco, questi edifici offrono un ambiente particolarmente sano, salubre e naturale grazie alle doti naturali del legno, materiale vivo in grado di regolare l’umidità dell’ambiente".

Quali sono le regioni italiane in cui la bioedilizia è più diffusa?

"All’interno del panorama italiano, quali sono le regioni in cui le case in legno sono più diffuse? Primo, per distribuzione, il Trentino Alto Adige, con il 21%, seconde a pari merito Lombardia e Veneto con il 16%. A seguire le Marche, con il 14%, Emilia Romagna e Piemonte, rispettivamente con l’8% e il 7%.

Questi dati sono lo specchio di una realtà produttiva che vede molte disparità all’interno della nostra penisola. Parlando delle imprese che operano nel settore della bioedilizia, la loro localizzazione si concentra proprio in Lombardia (22%), Trentino Alto Adige (17%) e Veneto (16%).

È in Trentino, però, che abbiamo le imprese trainanti, che arrivano al 51% del fatturato totale. Le aziende lombarde coprono solo il 13% del fatturato totale e quelle venete il 10%. Primato trentino anche per il numero di nuovi permessi di costruire, indice della dinamicità del settore immobiliare residenziale. 

Analizziamo anche il settore terziario e produttivo. Gli edifici in legno stanno prendendo piede anche per sedi aziendali, scuole, impianti, sportivi, alberghi. La bioedilizia può offrire vantaggi notevoli per edifici così grandi e dall’impronta ambientale così gravosa.

Sicuramente i molti bandi per lavori pubblici in legno stanno dando la spinta giusta a un settore dalle infinite possibilità. Si tratta di 76 bandi emessi nel 2018, per una cifra affari di circa 36 milioni di euro. Gli interventi più richiesti sono per la costruzione di scuole e impianti sportivi, ma i lavori comprendono anche l’edificazione di strutture culturali e di culto, la riqualificazione urbana e la valorizzazione turistica.

A livello europeo, l’Italia vede riconfermato il suo quarto posto per la produzione di edifici prefabbricati in legno, dopo Germania, Svezia e Regno Unito. Tra il 2016 e il 2018 c’è stata una crescita del 10%.

In forte crescita l’export, addirittura il 28% tra il 2017 e il 2018. L’esportazione delle case in legno prefabbricate vale ben 50 milioni di euro. I principali importatori dei prodotti italiani sono Germania, Svizzera e Norvegia, che comunque hanno a disposizione una quota maggiore di terreno forestale dell’Italia.

Anche l’importazione è cresciuta, sia per quanto riguarda i prefabbricati e preassemblati in legno (+9,5%), sia per quanto riguarda l’X-Lam destinato all’edilizia (+27%).

In conclusione, la lettura dei dati del Rapporto case ed Edifici in Legno non fa che confermare l’evidente trend positivo della bioedilizia, in particolare in relazione alle case in legno. Sempre più diffuse anche nel nostro paese, stanno conquistando una fetta rilevante del mercato edile e immobiliare. La crescita è costante e aumenta in maniera considerevole di anno in anno.

Sempre più famiglie scelgono la casa in legno, ma il discorso non si esaurisce con le abitazioni private. Il settore non residenziale si sta affacciando solo in questi anni alla bioedilizia ma il numero crescente di bandi pubblici è la dimostrazione di un’attenzione sempre maggiore all’edilizia sostenibile.

La bioedilizia è la parte più all’avanguardia del settore edile. Quando la coscienza ambientale incontra imprese solide ed esperte i risultati non possono essere altro che fruttuosi. Dati alla mano, essere ecologici è una scelta vincente", conclude a nota di Lam Ambiente.

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