Mercoledì, 23 Giugno 2021
Economia

La cantina in California a forma di leopoldina è griffata Arezzo. Le creazioni Polvanesi sbarcano a Los Angeles

La storica azienda di Monte San Savino - specializzata nella lavorazione del legno - sta aprendo uno showroom a Irvine, a 40 minuti dalla città degli angeli. E tenta l'espansione nel mercato americano dopo un grande progetto legato la vino in Napa Valley

Legni di noce e di castagno, marmi e metalli. Gli interni della Del Dotto Winery parlano toscano. Gli infissi e gli arredi interni di falegnameria sono curati dalla Polvanesi di Monte San Savino, che ha collaborato con Pitti Mosaici - Interior Florence Design al progetto.

Siamo in Napa Valley, California. Cento chilometri di vigneti, percorribili con il caratteristico Wine Train, il convoglio che ha come stazioni le winery del cuore enologico americano. Una di queste, la Del Dotto (fondata da un italiano emigrante), è stata realizzata ispirandosi allo stile di una leopoldina della Valdichiana.

Nella zona le strutture a "tema" vanno di moda, funzionali alla concezione di entertainment che deve intrattanere l'enoturista lungo la vallata: ci sono vinerie in stile ranch texano, altre in stile veneziano. Forse poco coerenti con paesaggi e cultura, ma sicuramente di impatto nella Disneyland dei brindisi. Le costruzioni visitabili sono tecnicamente vinerie, dove si possono assaggiare i prodotti delle aziende, mentre altrove, funzionalmente poste tra i campi, si trovano le vere e proprie cantine, dove il vino è prodotto.

Il progetto per la Del Dotto Winery di Polvanesi risale a tre anni fa, ma non è l'unico realizzato in America. "Sempre con Pitti Mosaici - spiega Barbara Polvanesi – abbiamo realizzato gli infissi e pensato agli arredi di una lottizzazione di pregio con 58 appartamenti, uffici e un ristorante in California. E adesso cerchiamo di mettere radici negli Stati Uniti, a breve parteciperemo alla inaugurazione di uno showroom a Irvine, a 40 minuti da Los Angeles. Siamo assieme ad un altro Studio italiano: Idea Stp.

La storia di Polvanesi tra hotel di lusso, yacht, Gucci e Dior

Quella americana, per Polvanesi, è l'appendice di una storia lunga sessanta anni: l'azienda vene messa in piedi dai fratelli Pietro, Giovanni, Brunero e Mario. I primi due, approvvigiondosi di legna nel bosco, realizzavano gabbie per animali e cassette per la frutta. Un mestiere affinato nel tempo, tanto che le stie per il pollame finirono nei rinomati allevamenti Amadori. Brunero, il terzogenito, iniziò invece un percorso da intagliatore ad Arezzo e poco più tardi, lo seguì il quarto dei fratelli: Mario. Terminati i corsi, i 4 fratelli si riunirono e nacque la falegnameria Polvanesi. Era il 1962. Negli anni Ottanta l'incrocio di destini con la catena di lusso Baglioni Hotels che permise a Polvanesi di specializzarsi in commesse su misura per alberghi a cinque stelle di prestigiose catene, come Sheraton. Nel frattempo l’azienda si è rinnovata, con l'ingresso della seconda generazione, quella dei cugini. Prima Mauro e Maurizio, sul finire degli anni ’70, quindi Bruno, Marco e Barbara agli inizi degli anni ’90. E sono arrivate ulteriori commesse, come quelle per l'arredo degli interni degli yacht Azimut, i lavori per le vetrine di Prada, l’auditorium “Parco della Musica”, progettato da Renzo Piano a Roma e inaugurato nel 2001. E ancora, più recentemente, sempre con Renzo Piano un Hospice pediatrico a Bologna, Palazzo Mancini per Gucci a Roma, una  boutique di Dior a Parigi. E adesso l'azienda guarda al futuro, provando l'espansione Oltreoceano.

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