Cantarelli, l'ultima tesa assemblea: lettera del Mise per la cassa integrazione e il licenziamento collettivo

Tensione e richiesta di spiegazioni, rassegnazione e a tratti quasi una liberazione, l'operato del commissario straordinario. La sala del Fimia in via Calamandrei ha contenuto a fatica i tantissimi lavoratori della Cantarelli che hanno voluto...

assemblea cantarelli fine 2

Tensione e richiesta di spiegazioni, rassegnazione e a tratti quasi una liberazione, l'operato del commissario straordinario. La sala del Fimia in via Calamandrei ha contenuto a fatica i tantissimi lavoratori della Cantarelli che hanno voluto partecipare a quella che in sostanza è la loro ultima assemblea sindacale. I rappresentanti dei lavoratori hanno comunicato ufficialmente l'esito dell'incontro con i curatori fallimentari che, come ormai è noto, hanno annunciato che l'esercizio provvisorio non è stato concesso.

"La curatela ci ha informato ieri che l'esercizio provvisorio è stato negato" ha spiegato Guido Guiducci della Filcams Cgil "Non è certo una sorpresa dopo aver letto il dispositivo del giudice Picardi che evidenziava un buco di quasi 50milioni di euro, debiti che si sono aggravati per 3 milioni e mezzo di euro durante l'amministrazione straordinaria. In questo momento in sostanza i lavoratori sono sospesi e hanno la possibilità di aderire alla procedura di licenziamento collettivo e di usufruire della Naspi, come unico ammortizzatore sociale, altrimenti attendere fino al massimo di 60 giorni."

Mentre i lavoratori hanno cercato di capire e di avere chiarimenti e consigli ognuno ha dovuto valutare la propria situazione personale e familiare prima di prendere una decisione, considerando anche il tempo che li separa dal raggiungimento della pensione.

"Al momento non esistono speranze concrete di ripresa dell'attività" ha detto Guiducci di fronte ai lavoratori spiegando le possibili strade da prendere, "esiste soltanto la possibilità che qualcuno in tempi che noi non conosciamo si avvicini all'azienda per prenderla e potrebbe aver bisogno di gente al lavoro." Possibilità che appare remota.

"Per me la soluzione migliore è quella di firmare quel foglio, poi se hanno bisogno siamo sempre noi i lavoratori della Cantarelli" ha detto una storica lavoratrice. "Io firmo - ha aggiunto un'altra - mi mancano tre anni alla pensione, che devo fare? Anche perché più si attende in sospeso più si perde di Naspi."

"Noi abbiamo richiesto la procedura di mobilità con la non opposizione - ha spiegato David Scherillo della Femca Cisl - perché per fortuna ci sono alcune persone che hanno qualche possibilità di lavoro, altre hanno bisogno di percepire subito un ammortizzatore sociale, adesso la situazione è di sfinimento è finita veramente, poi si vedrà se nel fallimento potrà succedere qualcosa di più positivo, ma credo che non sia una delle giornate migliori."

Scherillo è tornato poi sul ruolo del commissario straordinario portando in assemblea una lettera che i sindacati hanno ricevuto ieri dai curatori fallimentari della Cantarelli. La critica starebbe nel fatto che la lettera del Mise che chiede chiarimenti su 5 mesi di cassa integrazione, che non ha ancora avuto i decreti attuativi, non è mai stata comunicata ai sindacati ed è datata 5 aprile "capisco bene adesso quanto ci teneva a voi lavoratori, avremmo avuto due mesi di tempo in più per poter portare chiarimenti al Mise - ha spiegato Scherillo - per questo saremo a Roma il 4 giugno prossimo."

"Si può discutere sul fatto che il commissario lo condividesse con noi in precedenza - ha aggiunto Guiducci - ma io dico che il ministero chiede chiarimenti, non dice c'è o non c'è la cassa integrazione. Noi andiamo a vedere se i chiarimenti sono stati dati e entro quali tempi sarà accordata, la legge è molto chiara, credo che queste persone non possano comunque essere lasciate senza sostegno, indipendentemente dalle valutazioni tecniche del ministero."

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Posizioni diverse sono emerse dunque tra i sindacati, che hanno portato a termine i lavori dell'ultima assemblea dove le Cantarelline e i loro colleghi hanno mostrato di optare in massa per il licenziamento collettivo.

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