Sabato, 24 Luglio 2021
Economia

Cala la disoccupazione e crescono gli under 30 assunti. Il quadro aretino secondo la Camera di Commercio

Alcuni segnali positivi per il 2018 ci sono e riguardano soprattutto la crescita e lo sviluppo delle aziende locali nel panorama internazionale oltre che i livelli occupazionali. E' sicuramente l'export uno dei motori trainanti dell'economia...

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Alcuni segnali positivi per il 2018 ci sono e riguardano soprattutto la crescita e lo sviluppo delle aziende locali nel panorama internazionale oltre che i livelli occupazionali.

E' sicuramente l'export uno dei motori trainanti dell'economia aretina. A confermarlo è l'analisi fornita dalla Camera di Commercio di Arezzo che, anche in qualità di ufficio periferico Istat, ha elaborato e diffuso numerose indagini e studi sulla struttura e sull'andamento congiunturale dell'economia.

Ma non è tutto.

Seppur con le dovute cautele, sono stati registrati degli arretramenti per quello che riguarda la crescita dell'inattività e della disoccupazione.

"Un quadro che - come sottolinea il segretario generale dell'Ente Giuseppe Salvini - non può che partire dall'analisi della congiuntura economica internazionale la quale, nell'anno che si sta chiudendo, ha evidenziato un complessivo miglioramento rispetto agli anni precedenti, con una sostenuta accelerazione del Pil (+ 3,6% nel 2017) e sopratutto con una crescita del commercio mondiale che raggiunge il + 4,2%. Segnali positivi che si sono riverberati, sia pure in tono minore anche nell'economia nazionale ed in quella provinciale. A livello nazionale il ritmo di crescita pur migliorando sensibilmente, resta inferiore anche a quello dell'area euro con un differenziale che comunque si sta progressivamente riducendo. Le stime ISTAT sul PIL nazionale prevedono una crescita del +1,5% per quest'anno ed un +1,4% per il 2018. La crescita dell'attività economica si accompagna ad un miglioramento delle dinamiche del mercato del lavoro, con un aumento dell'occupazione e una riduzione della disoccupazione anche se occorre evidenziare che le tipologie prevalenti di nuovi contratti sono riconducibili a forme flessibili, a tempo determinato o a somministrazione. Il tempo indeterminato e pieno interessa solo il 20% del totale dei nuovi contratti. A livello provinciale ci sono alcuni segnali positivi che fanno ben sperare per il 2018 e che, al tempo stesso confermano come quello aretino sia un sistema economico caratterizzato dalla profonda selettività nella quale operano le imprese. Si tratta di una selezione che avviene in base all'approccio della singola azienda al mercato: le aziende che ottengono i risultati migliori sono quelle che sono state in grado di modificare la propria organizzazione ed il proprio posizionamento in funzione delle tendenze del mercato; che soprattutto sono riuscite ad essere presenti stabilmente nei mercati esteri e che hanno mostrato maggior propensione a investire ed innovare. La capacità di presidio dei mercati esteri particolarmente espansivi è una specificità tutta aretina, come dimostrato dal + 15,4% di crescita dell'export aretino (escluso i metalli preziosi e la gioielleria) che fa della provincia la prima in Italia per incidenza di export in rapporto alla popolazione. Permangono invece in situazioni di difficoltà le imprese che sono rimaste posizionate su produzioni mature, con margini operativi sempre più ridotti ed estrema concorrenzialità di prezzo, e che operano esclusivamente sul mercato interno. Quindi un vento di ripresa di cui non beneficiano tutte le imprese, una situazione a macchia di leopardo, polarizzata per tipologie di attività e di azienda. Uno scenario di grande cambiamento, molto complesso e denso di insidie ma anche ricco di notevoli opportunità legate all'economia digitale, al made in Italy, alla meccanica di precisione, alla moda ed all'agroalimentare di qualità, alle potenzialità del turismo."

" Il patrimonio informativo e statistico reso pubblico nel corso dell'anno - evidenzia il presidente della Camera di Commercio di Arezzo, Andrea Sereni - ha permesso di offrire interessanti spunti di analisi sul nostro sistema economico locale. Negli ultimi anni peraltro abbiamo assistito ad una profonda trasformazione del panorama economico locale che ha radicalmente ridisegnato le prospettive di sviluppo economico ed introdotto problematiche impensabili fino a pochi anni fa. Un radicale mutamento degli equilibri economici che ha fortemente inciso anche sulla realtà sociale uscitane profondamente mutata. In questo contesto lo sforzo richiesto al sistema delle imprese è stato ed è davvero rilevante: adattabilità continua, nuove strategie di mercato, ricerca, innovazione, riorganizzazione strutturale, diversificazione di prodotto per un cammino che comunque non si prospetta né facile né esente da ulteriori rischi che possano derivare dai contesti internazionali. Nonostante il decremento del tasso di disoccupazione, l'occupazione resta ancora il principale problema economico e sociale del nostro territorio (e della nostra nazione). Viene quindi ad assumere valenza strategica la necessità di una maggiore preparazione e qualificazione culturale e professionale dei nostri giovani. Come Camera di Commercio in questi anni abbiamo intensificato iniziative ed impegno verso la formazione con interventi a favore dell'Alternanza Scuola-Lavoro, dell'Università e del Polo Universitario. Una scelta derivante dai compiti assegnatici dalla riforma delle Camere di Commercio ma sopratutto dettata dalla consapevolezza dell'importanza di quello che tecnicamente è chiamato "capitale umano". I paesi competitors dell'Italia nei mercati internazionali sono quelli più tecnologicamente avanzati ed è anche per questo motivo che sono necessari maggiori investimenti nella formazione e nella ricerca di alta eccellenza. A questo proposito vanno ricordati gli oltre 40 corsi di formazione realizzati dalla nostra Azienda Speciale "Arezzo Sviluppo", i "focus paese " e sotto il profilo dell'altra nuova competenza che la legge di riforma ha assegnato alla Camera di Commercio, cioè il turismo, vorrei ricordare le molte iniziative promosse con in comuni della provincia: dalla Fiera Antiquaria di Arezzo alla Mostra Antiquaria di Cortona, dalla Mostra dell'Artigianato di Anghiari al Premio dell'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano".

Gli indicatori occupazionali

Dopo anni di crescita piuttosto sostenuta, per la prima volta il tasso di disoccupazione provinciale ha fatto segnare un arretramento dal 10,3% del 2015 al 9,2% del 2016. In attesa del dato 2017 (che sarà disponibile a 2018 inoltrato) è interessante seguire anche l'evoluzione positiva del tasso di disoccupazione giovanile (under 30) che rispetto al 2015 scende di quasi cinque punti percentuali fino al livello del 20,9%.

Le stime definitive fornite dal sistema Excelsior (che studia le scelte occupazionali delle imprese ) indicano che nel 2017 sono state previste dalle imprese dei settori industria e servizi un totale di 21.970 assunzioni: 9.620 nell'industria (7.640 nel manifatturiero e public utilities, 2.080 nelle costruzioni), 21.350 nei servizi (2530 nel commercio, 3060 nei servizi di ristoro e turistici, 4.040 nei servizi alle imprese, 2.710 nei servizi alle persone). Il 56% delle imprese aretine avrebbe attivato almeno una assunzione nel 2017.

Con l'esaurirsi delle agevolazioni relative alla decontribuzione previste dal Jobs Act, diminuisce il peso dei contratti a tempo indeterminato e riprendono quota le forme contrattuali più flessibili come i contratti a tempo determinato, i contratti di somministrazione ed in particolare il lavoro intermittente . Purtroppo i contratti a tempo indeterminato rappresentano circa il 20% del totale. Un numero ancora limitato tale da ridimensionare severamente il dato assoluto degli occupati.

Con la crescita dei contratti di apprendistato e di tirocinio il 31% delle assunzioni effettuate nel 2017 ha interessato giovani lavoratori. Particolarmente interessante sono, sempre nel Rapporto conclusivo Excelsior 2017, le informazioni relative alle professioni ed ai titolo di studio più richiesti.

In provincia di Arezzo le professioni più richieste nel 2017 sono state quelle di: addetti nelle attività di ristorazione, seguiti dagli addetti alle vendite, dal personale non qualificato nei servizi di pulizia, dai conduttori di veicoli a motore, dal personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna delle merci ed infine dagli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali.

Per quanto concerne i titoli di studio più richiesti: per le 6.220 entrate che richiedono la qualifica professionale di tre anni o il diploma professionale di 4 , l'indirizzo più importante è quello della ristorazione, seguito da benessere e meccanico. Per le 7.550 entrate con diploma quinquennale, al primo posto troviamo l'indirizzo amministrazione, finanza e marketing, seguito dall'indirizzo meccanica, meccatronica ed energia e dall'indirizzi elettronica ed elettrotecnica.

Per i 2.110 occupati laureati al primo posto si colloca l'indirizzo economico, seguito dal sanitario e paramedico e dall'insegnamento e formazione.

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