Economia

Stop asporto bevande dopo le 18. Landini: "Una scelta sbagliata"

Landini: “L’errore è quello di continuare a ritenere i bar e i pubblici esercizi la causa degli assembramenti”

Niente alcolici da asporto dopo le 18. A stabilirlo è il presidente del consiglio del ministri nel nuovo Dpcm che dalla giornata di oggi, 16 gennaio, rimarrà attivo fino al 15 febbraio. Una scelta che colpisce soprattutto bar, caffetterie, enoteche ai quali viene fatto divieto di vendere bevande alcoliche dopo le 18. Una scleta che non è passata inosservata e che la categoria non ha affatto condiviso. “Impedire l’asporto di bevande dopo le 18 per alcune attività - commenta il presidente di Confesercenti Arezzo Mario Landini - è un’ulteriore restrizione che giudichiamo iniqua. Il nuovo Dpcm  è l’ennesimo sgambetto alle attività dei pubblici esercizi ed è evidente l’errata convinzione di ritenerli, a nostro avviso ingiustamente, responsabili dei contagi. Tra l’altro minimarket e grande distribuzione potranno continuare tranquillamente a vendere bevande, anche alcoliche e questo indispettisce ancor di più i baristi che si vedono colpiti dalle restrizione. Non dobbiamo infatti dimenticare che in questi difficili periodi, per molte attività proprio l’asporto è stata l’unica àncora di salvezza per racimolare un po’ di incassi. Il divieto di asporto, dopo le 18 per i bar, rischia infatti di avere anche un impatto psicologico sugli imprenditori privati anche di quel poco di lavoro che era rimasto”.

Per Confesercenti è evidente che si penalizza i bar per colpire gli assembramenti. “Una scelta - continua Landini - che continuiamo a giudicare sbagliata e ingiusta. Non ci stancheremo mai di ripetere che c’è bisogno di maggiori controlli all’esterno, nelle piazze e nelle strade e non di assumere restrizioni al limite del proibizionismo. I pubblici esercizi, come del resto la ristorazione, hanno dimostrato di essere in grado di rispettare le disposizioni anticontagio. Non serve quindi continuare a imporre limitazioni a loro per frenare gli assembramenti che comunque continueranno anche con i bar e le enoteche chiuse per decreto”.

Per il presidente Mario Landini resta ingiusta anche la chiusura dei ristoranti dopo le 18 pur rimanendo a loro, consentito l’asporto e la consegna a domicilio. “In tema della ristorazione con il perdurare della zona gialla i ristoranti non potranno mettere a tavola la propria clientela a cena mentre è consentito a pranzo. Resta quindi irrisolto un problema che sta creando malumori oltre la soglia della tolleranza e le manifestazioni di protesta di questi giorni ne sono la riprova”.


Per Confesercenti le attività hanno necessità di tornare a lavorare e c’è bisogno di ristori immediati. “Il nuovo Dpcm” conclude Landini “mantiene le restrizioni e le intensifica, continuando a incrementare le difficoltà dei pubblici esercizi e dei ristoranti. Come controproposta non ci sono ancora i ristori che quando arriveranno saranno tardivi e insufficienti per far fronte alle necessità delle attività che rischiano di abbassare le saracinesche definitivamente. Continua quindi un’agonia infinita del settore della ristorazione dove purtroppo si vedono sempre più le difficoltà che si palesano anche con le proteste, termometro di una misura ormai colma. C’è quindi bisogno urgente di trovare la combinazione per far lavorare le attività facendole convivere con il virus nel completo rispetto delle regole relative a evitare il contagio”.

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