Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

Bertelli: "Le produzioni di Prada tornano in Italia. Investo sul marchio e assumo"

“Abbiamo riportato la produzione in Italia. Oggi, l'83% delle realizzazioni del Gruppo Prada avviene sul suolo nazionale”. Patrizio Bertelli concede una lunga intervista ad Affari&Finanza di Repubblica di oggi (pagine 2-3) e parla del futuro del...

"Abbiamo riportato la produzione in Italia. Oggi, l'83% delle realizzazioni del Gruppo Prada avviene sul suolo nazionale". Patrizio Bertelli concede una lunga intervista ad Affari&Finanza di Repubblica di oggi (pagine 2-3) e parla del futuro del gruppo, dell'economia nazionale e di quella globale, ma anche di passioni.

Tra i temi più caldi c'è quello delle assunzioni in Italia. E l'amministratore delegato di Prada serve un assist al governo. "Con il Jobs Act ci sono stati benefici per le imprese che operano nel settore della moda, delle calzature, della pelletteria". Anche se l'aspetto migliore della legge, sostiene Bertelli, riguarda la conversione dei contratti a tempo determinato in quelli a tempo indeterminato. E snocciola i numeri della sua azienda. "Nel 2014-15 Prada ha assunto 375 lavoratori a tempo indeterminato".

prada-bertelli1Capitolo Made in Italy. Prada, nonostante la dimensione globale del marchio, è italianissima, sostiene Bertelli. Alla fine del 2013 il gruppo è stato impegnato nel rientro delle holding da Olanda e Lussemburgo, l'ad parla ora del rientro delle produzioni. "Noi abbiamo agito in questo senso e ora l'83% della produzione del Gruppo Prada viene realizzata in Italia. All'estero manteniamo soltanto alcune produzioni molto specializzate e molto tecniche, come per esempio i ricami". C'è una fase di evoluzione delle strategie, dopo la grande espansione. "Abbiamo aumentato investimenti sia nell'abbigliamento uomo che donna, nella pelletteria e nelle calzature. In particolare l'investimento sulle calzature per donna Church's sta dando buoni frutti", aggiunge Bertelli.

Il ceo del Gruppo Prada parla poi di due mercati cruciali, ora in flessione: Russia e Cina. "Il mondo della moda ma anche tutti gli altri settori hanno registrato un calo delle esportazioni verso la Russia, per via delle sanzioni dell'Ue per la vicenda Ucraina e il calo del prezzo del petrolio e del gas che ha indebolito i paesi esportatori del greggio. La Cina ha invece svalutato lo yuan per aiutare il consumo interno. Come Prada, stiamo rimodulando posizioni in vari mercati, cercando di ridurre drasticamente le differenze di prezzo dei prodotti nei vari paesi. Abbassiamo la convenienza ad andare a comprare in un altro paese. Negli ultimi anni si è sviluppato un turismo da shopping molto difficile da gestire per le case di moda".

luna.rossa-Ph-Carlo-BorlenghiInfine Bertelli accenna anche alla sfida (a tutto campo) a Louis Vuitton. Il gigante del lusso che fa parte della famiglia Lvmh (che, tra gli altri, possiede anche i marchi Bulgari, Dior, Celine, Givenchy, Loro Piana, Sephora e le più grandi case francesi di vino e champagne come Moët & Chandon, Veuve Clicquot, Dom Perignon, Chateau d'Yquem) ha recentemente comprato la pasticceria Cova a Milano, Prada ha riposto con la pasticceria Marchesi. Ma non di solo lusso e gastronomia vive la sfida, la battaglia è anche in acqua, con Bertelli proprietario di Luna Rossa (foto a fianco di Carlo Borlenghi), e Louis Vuitton che sponsorizza la manifestazione velica più prestigiosa: l'America's Cup (da cui Luna Rossa si è autoesclusa in primavera in polemica con l'organizzazione). Ma su questo fronte Bertelli sta sul vago: "La nostra strategia è quella di valorizzare il marchio Prada con cose che ci piacciono e sentiamo di poter fare in modo professionale". E tra tutti gli esempi, cita l'arte e la Fondazione Prada.

@MattiaCialini

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