Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

Addio Bekaert, oltre 300 lavoratori a piedi. Tavolo a Roma senza azienda né rappresentanti del Governo

Al tavolo convocato oggi a Roma per affrontare la crisi della Bekaert (ex Pirelli) di Figline dopo il licenziamento di 318 lavoratori (molti della provincia di Arezzo), c'erano il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il consigliere per...

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Al tavolo convocato oggi a Roma per affrontare la crisi della Bekaert (ex Pirelli) di Figline dopo il licenziamento di 318 lavoratori (molti della provincia di Arezzo), c'erano il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini, le organizzazioni sindacali, la sindaca del Comune di Incisa-Figline Giulia Mugnai, alcuni parlamentari del territorio, i funzionari del ministero dello Sviluppo economico, "ma non c'erano i rappresentanti dell'azienda e nemmeno quelli del Governo", spiega una nota della Regione.

"Capisco che siamo in una fase di avvio istituzionale - ha detto Rossi sedendosi al tavolo - ma poter avere confronto politico anche con ministro o con viceministro da lui delegato, sarebbe stato importante. Ci siamo seduti al tavolo per rispetto verso i funzionari del ministero e dei sindacati, perchè altrimenti avremmo dovuto alzarci e andare via. L'azienda - ha proseguito Rossi - ha confermato il suo atteggiamento di arroganza, lo stesso che ha usato verso i lavoratori consegnando loro le lettere di licenziamento mentre erano ancora al lavoro. Adesso ci sarà un incontro in sede sindacale e poi saremo nuovamente riconvocati dal ministero. Ci auguriamo che alla prossima riunione ci sia il viceministro in rappresentanza del governo. Al governo chiederemo un pronunciamento pubblico, che richiami alla responsabilità la multinazionale. Non solo. Bisogna chiamare in causa anche Pirelli, che era la proprietaria dello stabilimento fino a tre anni fa e che deve assolutamente essere coinvolta in questa partita. A Bekaert chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti e l'apertura di un tavolo con l'obiettivo di continuare a produrre. Con questi obiettivi raccolgo l'appello del sindaco di Incisa e Figl ine e sarò presente, con il gonfalone della Regione, alla manifestazione organizzata a Figline per venerdì sera. Manifesteremo perché non vogliamo perdere un importante sito produttivo per gli interessi della multinazionale e di una liberalizzazione che penalizza i lavoratori, usando l'Europa come grande mercato che contrappone fra loro i lavoratori. Siamo di fronte all'ennesimo caso di delocalizzazione motivato non da una crisi del mercato ma dalla esclusiva volontà di fare più soldi sulla pelle dei lavoratori. E questo non si può accettare. Siamo qui e saremo venerdì in piazza anche per dire no a tutto questo.
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