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Nuova vita colorata al parco Giotto: ecco il bar ristorante, apre a fine maggio. E poi sport e cultura

La struttura è stata presa in mano dalla cooperativa sociale Koiné che riparte dal punto ristoro ampliato e ristrutturato (350 mq), per dare possibilità di aggregazione all'interno dell'area verde. Dalla mattina alla sera, la proposta sarà varia: tra ginnastica, letture, aperitivi

Giallo, bianco, rosso e blu si uniscono al verde del prato. E' la varietà di colori che s'incontra nel cuore del parco Pertini, il grande polmone verde della zona Giotto di Arezzo, che tra poco vedrà la riapertura della variopinta struttura interna: sarà bar, ristorante, gelateria. E molto altro ancora. L'idea della cooperativa sociale Koiné, che l'ha presa in mano, è quella di restituire alla città un punto di aggregazione, che permetta ai frequentatori della zona di viverla con qualche servizio in più. E anche più sicurezza. Muovendo dal presupporto che un'area più vissuta, dalla colazione del mattino alla cena della sera, allontani dalle panchine del prato degrado, droga, microcriminalità. La ristorazione sarà un punto di partenza per cercare di far fiorire attività ludiche per bimbi, intrattenimento culturale, attività fisica. "Non vogliamo fare concorrenza alle attività della zona, potremmo anzi affidare la gelataria a chi già ne gestisce una. Vorremmo soltanto rendere sostenibile, attraverso questa iniziativa, la cura del posto. E magari creare un modello replicabile in altri parchi, giardinetti e aree verdi pubbliche", spiega il direttore di Koinè Paolo Peruzzi.

Dall'affidamento alla fine dei lavori: così è cambiata l'area

Arriva a conclusione un percorso iniziato nel 2019, con il bando per la riqualificazione della zona. Il Comune di Arezzo, titolare del fabbricato, ha dato in concessione al vincitore - Koinè - l'area per quindici anni, con diritto di prelazione per altri quindici. Le migliorie e l'ampliamento effettuato vengono scalati dal canone di affitto. La nuova struttura, esternamente, si ispira alle composizioni cromatiche del pittore olandese Piet Mondrian. "La varietà di colori - spiega Peruzzi - vuol indicare uno spazio condiviso, aperto a contributi culturali diversi, ricco. E' una micrometafora del mondo che immaginiamo per domani, peraltro ripresa anche nelle porte di laminato interne, che saranno dipinte di un colore che è la fusione di tutte le sfumature dell'iride". Il progetto è dell'architetto Pietro Pagliardini, la superficie della struttura è di 350 mq, tra piano terra e sala superiore. C'è una terrazza. Dietro all'edificio sono rimasti i bagni pubblici, ma Koinè non c'entra. "Quelli sono del Comune - aggiunge Peruzzi - ma credo che presto saranno sistemati".

La proposta

"Il bar ristorante - conclude Peruzzi - sarà aperto a fine maggio, massimo inizio giugno. Dipenderà da quando sarà fruibile con un certo grado di sicurezza in relazione all'allentamento delle restrizioni anti Covid. Abbiamo recuperato gli spazi del punto di aggregazione, intorno vorremmo sviluppare una proposta articolata, assieme a gruppi e associazioni, creare momenti per l'attività fisica adattata per anziani al mattino, ritrovi letterari, dibattiti. Organizzare fiere o eventi sportivi non competitivi. Inserire al lavoro persone esposte al rischio di esclusione sociale".

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