Economia

"Ad Arezzo non tutte le banche pronte per il Decreto liquidità, ma non è colpa dei dipendenti"

La dichiarazione di Fabio Faltoni, segretario provinciale coordinatore della Fabi, la Federazione Autonoma Bancari Italiani

"Non tutte le banche presenti anche nel nostro territorio si son fatte trovare pronte rispetto al Decreto Liquidità, a quella parte del decreto che concede finanziamenti - alle aziende e ai liberi professionisti - fino a 25 mila euro."

Inizia così la dichiarazione di Fabio Faltoni, segretario provinciale coordinatore della Fabi, la Federazione Autonoma Bancari Italiani. "Una legge dell’8 di aprile che, tra necessarie autorizzazioni europee, ferie della Commissione Europea, predisposizione delle piattaforme informatiche dei due enti pubblici (Fondo di Garanzia Pmi e Sace), ha permesso l’inizio della vera operatività solamente il 20 di aprile. Però, nonostante il grande impegno di tutti i circa duemila dipendenti di banca della provincia di Arezzo, dipendenti che già dall’emanazione del decreto si erano spontaneamente messi in moto - pur in assenza di disposizioni operative - nonostante questa mobilitazione, qualche banca non è stata all’altezza. Certo, sappiamo bene come l’applicazione pratica del decreto non sia semplice, e infatti il mondo bancario, dall’ABI – l’Associazione Bancaria Italiana ai sindacati, a partire dalla Fabi, ne chiede ancora oggi miglioramenti; però, non si possono ammettere certi ritardi a scapito sì della clientela, ma anche dei lavoratori di banca. Infatti, non vorremmo alla fine che qualche banca pensasse di far ricadere le proprie inefficienze su chi sta lavorando allo sportello, su chi è “in trincea” ogni giorno, rischiando anche la propria incolumità fisica. La Fabi, come è pragmatica e costruttiva nel suo fare sindacato, così è ferma nel tutelare i lavoratori; la grave emergenza, non autorizza le banche a scaricare le proprie responsabilità sui lavoratori."

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