Economia

Tribunale Ue, Banca Etruria si poteva salvare. Ghinelli: "Sono sconcertato, questo territorio ha pagato un conto altissimo"

Dal Codacons l'annuncio della richiesta di una maxi azione risarcitoria

La sede storica di Banca Etruria co la protesta dei risparmiatori azzerati

Sentenza clamorosa da parte del Tribunale dell'Unione Europea che ha riconosciuto come non fosse aiuto di Stato l'intervento del Fondo Interbancario di tutela dei depositi e prestiti che con i fondi della banche private italiane aiutò la Popolare di Bari a salvare la Tercas nel 2014. Ergo anche Banca Etruria e le altre tre sorelle accomunate dal triste destino della liquidazione coatta, si sarebbero potute salvare senza sacrificare i risparmi investiti dagli aretini nelle subordinate. Se questo orientamento fosse stato noto nel 2015 al momento della predisposizione del decreto salvabanche, Bpel avrebbe potuto ricevere l'intervento salvifico del Fidt, senza azzeramento delle obbligazioni subordinate, delle azioni, senza il fallimento, senza le conseguenze tutt'altro che sopite, ma che si stanno trascinando nelle aule dei tribunali, tra accuse di truffa ai dipendenti della banca e di bancarotta ai membri degli ex cda della popolare aretina.

Fu la commissione europea guidata dalla Vestager a bloccare questo tipo di salvataggio. Tanti i commenti che arrivano a poche ore da questa sentenza c'è quello del primo cittadino di Arezzo:

“Di certo la notizia dell'annullamento da parte della Corte europea della decisione del 2015 della Commissione circa il divieto di intervento del Fondo Interbancario di Tercas e le drammatiche ripercussioni e conseguenze che quella stessa determinazione ha comportato sui quattro istituti tra cui Banca Etruria lascia sconcertati”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli commenta così la notizia della sentenza che ha cancellato la decisione della Commissione in quanto “non ha dimostrato che i fondi concessi a Tercas a titolo di sostegno del Fondo interbancario fossero controllati dalle autorità pubbliche italiane”. E continua: “Leggo che la Commissione sta valutando una ipotesi di ricorso alla sentenza della Corte, è quindi doveroso attendere il compimento della vicenda. Rimane il fatto che questo territorio, insieme ad altri, ha pagato un prezzo altissimo per le conseguenze di una decisione adesso messa in discussione dalla magistratura europea e che, se confermata, con ancora più forza chiederebbe giustizia”.

A questo punto dal Codacons arriva l'annuncio di una maxi azione risarcitoria da chiedere alla Commissione Europea in relazione ai gravi errori commessi nella gestione delle crisi bancarie in Italia.

"L’associazione dei consumatori, che assiste nei vari processi in corso il maggior numero di risparmiatori italiani danneggiati dalla banche, sta infatti predisponendo le carte legali per un’azione collettiva contro la Commissione Ue, colpevole di aver totalmente sbagliato le proprie valutazioni costringendo di fatto il Governo Renzi ad adottare il bail-in per Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, azzerando con un colpo di spugna i risparmi degli obbligazionisti dei 4 istituti di credito. Come ha sentenziato il Tribunale Ue, l’intervento del Fitd sulle banche in crisi era pienamente legittimo e non poteva essere in alcun modo impedito – spiega il Codacons – La Commissione Ue si è resa quindi protagonista di un comportamento che ha arrecato danni economici e sociali enormi nel nostro paese, coinvolgendo 12.500 risparmiatori delle 4 banche. Per tale motivo il Codacons ha avviato le pratiche per una maxi causa risarcitoria collettiva contro la Commissione Europea alla quale saranno chiamati a partecipare tutti gli investitori di Banca Etruria. Nei prossimi giorni l’associazione fornirà i dettagli per aderire all’iniziativa legale.

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