Banca Etruria. Faltoni: "Il futuro dell'istituto tra ricerca partner e trasformazione in Spa"

E’ sul futuro di Banca Etruria e sulla riforma delle banche popolari torna a ribattere Fabio Faltoni, segretario provinciale della Fabi. “Come sappiamo, il Governo ha previsto per le prime dieci banche popolari l’obbligo della trasformazione in...

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E’ sul futuro di Banca Etruria e sulla riforma delle banche popolari torna a ribattere Fabio Faltoni, segretario provinciale della Fabi.

“Come sappiamo, il Governo ha previsto per le prime dieci banche popolari l’obbligo della trasformazione in Società per Azioni, cambiando così la natura a istituti che in molti casi hanno più di cento anni di vita e che hanno contribuito alla crescita dei propri territori – commenta il segretario - Questo provvedimento di legge si inquadra in un contesto più complicato, dove si deve urgentemente risolvere il problema nazionale delle sofferenze bancarie (200 miliardi!) e in vista della stagione delle fusioni fra istituti, il cosiddetto “risiko bancario”. Ovviamente, è tutto il mondo del credito che si trova alla vigilia di un grande cambiamento, non solo le banche popolari o quelle di credito cooperativo”.

Banca Etruria prima di essere commissariata lo scorso febbraio, aveva intrapreso un percorso volto all’individuazione (così come richiesto) di un partner con il quale aggregarsi. Obiettivo che al momento non è stato raggiunto e che, a detta dei rappresentanti sindacali, dovrebbe continuare ad essere prioritario per l’intero istituto di credito.

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“La ricerca di un altro istituto non è una strada facile e veloce ma è obbligatoria, ed è comune a molte altre realtà (vedi anche MPS) – spiega Faltoni - Non sappiamo quanto durerà il commissariamento, la legge parla al massimo di due anni, ma sappiamo che prima o poi tornerà il momento della convocazione dell’assemblea dei soci, e lì non dovremo farci trovare impreparati, perché sarà una partita non solo importante, ma direi fondamentale; fondamentale per i soci, per i clienti, per le istituzioni, per il territorio e per tutti i dipendenti e le loro famiglie. Molto probabilmente, i soci si troveranno ad affrontare sia la trasformazione in Spa che la scelta, o l’inizio del percorso, per aggregarsi con una o altre banche; e i soci lo faranno ancora per una volta con il voto capitario, cioè secondo il principio di “una testa un voto”, il classico sistema di voto delle banche popolari. Ogni socio varrà per un voto, a prescindere da quante azioni possiede, occasione troppo importante per lasciarsela sfuggire”.

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