Economia

Autotrasporto: la storia di Domenico che ha aperto la sua ditta nel periodo più difficile

Il giovane imprenditore a confronto con Antonio Peruzzi, presidente Cna Fita Arezzo

Sono giovani, hanno meno di 40 anni, e hanno deciso di avviare un’attività nel 2020, proprio nell’anno dell’inizio della pandemia. 

Tra di loro c’è Domenico Ferraro, giovane imprenditore di 27 anni, che ha aperto a Cavriglia una ditta di autotrasporti che porta il suo nome. Lo ha incontrato Antonio Peruzzi, presidente Cna Fita Arezzo. “L’incontro – spiega Peruzzi - è stato un’opportunità per far conoscere il comparto dell’autotrasporto ed evidenziarne punti di forza e criticità”. 

Il settore dell’autotrasporto nel 2020 conta in provincia di Arezzo 645 imprese e ha registrato una contrazione rispetto all’anno precedente pari a –1,8%. L'emergenza sanitaria e le misure adottate per limitare la diffusione dell'epidemia hanno avuto finora un impatto notevole sul settore. Il settore vive così una realtà del tutto peculiare: durante la crisi pandemica, ha sostenuto le filiere della manifattura esportatrice e dell’agroalimentare; tuttavia, tra blocco dei licenziamenti, cassa integrazione estesa e promesse di ristori, vede un congelamento del mercato del lavoro e dei conti delle imprese. Con il rischio che non tutte le imprese resisteranno e non tutti i lavoratori continueranno a fare parte del sistema dei trasporti, almeno finché le perdite di attività del 2020 non saranno ristorate. 

“Sebbene l’e-commerce – continua Peruzzi - abbia registrato un incremento senza precedenti durante i lunghissimi mesi di lockdown, portando prepotentemente alla ribalta il trasporto su gomma per raggiungere i clienti ovunque, questa fetta di mercato non è stata un’opportunità per le piccole imprese del trasporto merci, la logistica è infatti un settore sostanzialmente gestito da pochi grandi”.                                                                         

Per le piccole realtà come la ditta individuale di Domenico non è stato facile partire. “Ho iniziato come “padroncino” - interviene Ferraro - colui cioè che conduce un veicolo, generalmente destinato al trasporto di merci per conto di soggetti terzi. Da quando ho deciso di mettermi in proprio, novembre 2020, ho potuto iniziare a lavorare solo il 1 marzo 2021, questo soprattutto a causa della minor operatività all’interno della motorizzazione civile dovuta alla pandemia e alla carenza di personale. Il lavoro è duro perché mi sveglio presto al mattino per partire con il mio autoarticolato per fare soprattutto servizio di trasporto inerti e rifiuti. In futuro spero che il paese si impegni seriamente ad investire nelle infrastrutture, penso in particolare alla E45, perché  rappresentano per noi non solo un’importante garanzia di sicurezza ma anche un fattore per ridurre i costi in termini di manutenzione dei mezzi e di risparmio per la spesa carburante”.                                             

“Un altro aspetto che nel medio lungo periodo sarà strategico per il comparto –
aggiunge Antonio Peruzzi – è quello dell’innovazione tecnologica. Penso ad esempio ai veicoli elettrici, ad idrogeno o comunque a quei sistemi che riducono le emissioni di CO2, piuttosto che ai sistemi di guida autonoma o assistita. Sono questi degli investimenti essenziali per ridurre l’inquinamento e garantire maggiore sicurezza agli auto trasportatori”.

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