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Deflazione globale all'orizzonte, ma i prezzi del cibo aumentano: ad Arezzo +0,2%

Nonostante la deflazione globale all'orizzonte, il costo dei generi alimentari aumentano in tutta italia. Notizia parzialmente mitigata nel territorio aretino, che rappresenta una tra le province più virtuose sul fronte dei rincari

Nonostante la deflazione globale all'orizzonte, il costo dei generi alimentari aumentano in tutta italia. Notizia parzialmente mitigata nel territorio aretino, che rappresenta una tra le province più virtuose sul fronte dell'aumento dei prezzi del cibo. Si registra un rialzo lieve, dello 0,2%, rispetto al periodo precedente al lockdown. Lo rivela un'indagine dell'Unione nazionale consumatori.

La panoramica nazionale

"Mentre l'Italia, per via del lockdown, è teoricamente in deflazione, con un'inflazione pari nel mese di maggio a -0,2%, il cibo, il solo bene realmente acquistabile anche prima della riapertura generale dei negozi, subisce rincari pesanti del 2,6%, con una maggior spesa annua di 145 euro per una famiglia media, 195 per una coppia con 2 figli, 175 per una coppia con 1 figlio, 95 per un pensionato con più di 65 anni", spiega l'Adnkronos.

Il dettaglio dell'Unc

L'Unione nazionale consumatori che ha stilato la classifica delle città e delle regioni che hanno registrato i maggiori rincari annui per quanto riguarda i prodotti alimentari, gli unici che durante l'emergenza Covid sono stati effettivamente venduti, subendo pesanti rincari. La città con i maggiori rincari alimentari è Caltanissetta, +6,4% su base annua, due volte e mezzo la media italiana, pari a +2,6%, città già in testa alla classifica di aprile con +5,7%. Al secondo posto, come lo scorso mese, Trieste, (+5,1%, era +5,3%) e al terzo Avellino e Trapani (+4,7% per entrambe). Le più risparmiose Siena, +0,2%, la città più virtuosa anche in aprile, a pari merito con Arezzo e Modena (+0,2%), seguono Bologna (+0,3%) e Reggio Emilia (+0,4%). Per quanto riguarda le regioni, il cibo più caro, in termini di aumento dei prezzi, si trova in Basilicata, +3,9%. Seguono Umbria, Lazio e Calabria (+3,4% per tutte), al terzo posto Campania e Sicilia (+3,3%). La regione migliore, l'Emilia Romagna, con un rialzo dei prodotti alimentari dello 0,9 per cento, poi Valle d'Aosta (+1,5%) e al terzo posto Veneto (+1,9%).

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