L'analista aretina a Londra che spiega il mondo post-Covid con i trend: "Ci saranno cambiamenti enormi"

Nel 2019 è stata scelta da D di Repubblica come una delle 50 donne più rappresentative d'Italia. Alessia Clusini, imprenditrice, ha fondato Trybes Agency e si occupa di strategia e analisi dati. Il suo studio sugli effetti socio-culturali del Coronavirus è online (gratis)

Alessia Clusini

Nel 2019 è stata scelta da D di Repubblica come una delle 50 donne più rappresentative d'Italia. Alessia Clusini, imprenditrice, è originaria di Pieve Santo Stefano, ma da quattro anni vive e lavora a Londra, occupandosi di strategia e analisi dati. E' la cofondatrice di Trybes Agency, impresa specializzata nello studio delle comunità online: "Ho fondato un'azienda di ricerca sui consumatori - spiega -, aiutiamo le aziende e i loro progetti a raggiungere clienti in tutto il mondo, tramite una tecnologia che si chiama intelligenza ibrida, data dall'intelligenza artificiale più un team di psicologi, antropologi, sociologi e analisti". E in questi giorni di emergenza Coronavirus, racconta la sua esperienza in terra britannica.

La pievana Alessia Clusini tra le 50 donne più rappresentative d'Italia

Cosa sta succedendo in questi giorni in inghilterra?

"Praticamente stiamo vivendo la situazione italiana con qualche settimana di ritardo, ma in un contesto socio-culturale completamente diverso. Qui la strategia iniziale dava la precedenza all'economia e sembrava voler minimizzare gli interventi di isolamento sociale e controllo da parte delle istituzioni. La comunicazione ufficiale sembrava voler infondere sicurezza e tranquillità. Poi però l'opinione pubblica, incoraggiata anche dai media, ha manifestato chiaro dissenso rispetto alla strategia dell''immunità del gregge' e il governo sembra aver fatto un passo indietro, e sembra adesso seguire l'Italia. Ma è ancora presto: si stanno preparando, diciamo. I negozi e i luoghi di incontro hanno chiuso qualche giorno fa e le aziende sono incoraggiate a continuare tutte le pratiche da remoto. Giornalmente, riceviamo notizie ufficiali sulle nuove misure di sicurezza da seguire, la stuazione cambia di ora in ora". 

Qual è la percezione della situazione italiana a Londra?

"L'Italia è nel cuore degli inglesi, ma non solo: degli americani, cinesi e degli abitanti di paesi di tutto il mondo con cui sono in contatto hanno vissuto e stanno vivendo il caso italiano con estrema empatia e cordoglio. Siamo percepiti come ospitali e abitanti di un luogo che rientra nell'immaginario collettivo globale. Un patrimonio culturale che sta a cuore a tutti". 

Che impatto ha avuto la notizia della positività del primo ministro?

"Sta creando ancora più confusione e dissenso fra la popolazione. Gli inglesi si chiedono a questo punto quanto è grande questo fenomeno rispetto a come è stato comunicato loro e se Boris Johnson sarà in grado di gestire la situazione adesso. Ci sono anche video e contenuti virali che puntano a screditare la sua figura. Il più popolare, virale adesso, è l'estratto in cui lui afferma in diretta nazionale di aver visitato pazienti infetti e stretto le mani a tutti".

Cosa è cambiato nella tua routine quotidiana?

"Clienti e colleghi sono preoccupatissimi per la situazione incerta e di profondo cambiamento post-Coronavirus. Per questo motivo ho ricollocato tempo e risorse in una pre-analisi dei trend e dei cambiamenti socio-economici e culturali, che abbbiamo appena pubblicato in forma gratuita e accessibile a tutti. Questo è il più grande cambiamento per ora: occupandoci di trend e del futuro di aziende e team in tutto il mondo, non possiamo far finta di niente in un periodo di panico e pre-recessione di così vasta scala. Per il resto noi lavoriamo da remoto da dieci anni: clienti e fornitori (sia ricercatori sia esperti di tecnologia) vivono in fusi orari diversi e siamo abituati alla collaborazione online. Abbiamo abbracciato la trasformazione digitale dieci anni fa, e sono personalmente felice che adesso ci stiano arrivando un po' tutti. Ne parlo nell'articolo 'What Happens After Covid 19': una delle pochissime buone notizie di questa tragedia è che abbiamo imparato più negli ultimi dieci giorni che negli ultimi dieci anni, il digitale adesso è davvero ubiquo e c'è una visione del mondo - economica, sociale e culturale - più ecosistemica". 

Senti amici e familiari in provincia di Arezzo? Cosa ti dicono?

"Si, sento amici e familiari nell'Aretino continuamente, la Valtiberina è dove sono concentrate le persone più importanti della mia vita. Sono chiaramente preoccupati e tristi per quello che sta succedendo, ma attenti alle regole e collaborativi per uscirne prima possibile". 

Che idea ti sei fatta della situazione in Italia?

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"Diffcilissima. Adesso, perché l'Italia è un paese di rituali sociali a cui si rinuncia con difficoltà, ma soprattutto dopo, perché sarà una botta enorme per l'economia. Bisogna guardare avanti e rialzarsi facendo tesoro delle lezioni apprese, appena terminata l'emergenza".

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