Agricoltura in controtendenza: lavoro per 9000 aretini. I dati del settore

Malgrado la crisi in atto c’è comunque vivacità occupazionale nel settore agricolo aretino: secondo gli ultimi dati, ancora provvisori, riferiti al 2016, l’agricoltura è decisamente in controtendenza, visto che, a fronte di un calo...

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Malgrado la crisi in atto c’è comunque vivacità occupazionale nel settore agricolo aretino: secondo gli ultimi dati, ancora provvisori, riferiti al 2016, l’agricoltura è decisamente in controtendenza, visto che, a fronte di un calo dell’occupazione dell’1% rispetto ad un anno fa, appare fondamentale il ruolo dei giovani in agricoltura, con una crescita proprio dell’occupazione giovanile del +14%. Malgrado le difficoltà reali, quali ad esempio il crollo dei prezzi all’origine, l’agricoltura resta quindi una delle poche aree produttive in grado di offrire qualche prospettiva lavorativa, e non solo ai giovani ma anche agli operai agricoli.

“L’agricoltura crea infatti anche posti di lavoro dipendente - afferma il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi – visto che, secondo i dati Inps, in provincia di Arezzo sono occupate, come operai agricoli, poco meno di 9.000 persone, che trovano spazio nelle circa 1.200 aziende agricole strutturate che hanno bisogno di manodopera. Occorre dire che il lavoro dell’operaio agricolo - spiega Rossi - ha caratteristiche particolari, legate alla stagionalità, e quindi vi sono momenti di fermo, per i quali i lavoratori sono coperti da disoccupazione. Ecco, quindi, che scatta la disoccupazione agricola, una particolare indennità che viene riconosciuta agli operai che hanno lavorato in agricoltura, in questo caso nel 2015”.

La disoccupazione agricola spetta, infatti, agli operai agricoli a tempo determinato, ai piccoli coloni ed agli operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano per parte dell’anno.

“E’ già possibile, infatti, presentare la domanda per ottenere la disoccupazione agricola relativa all’anno 2016 e il patronato Epaca di Coldiretti Arezzo – insiste Rossi - mette ovviamente a disposizione, come di consueto, la propria rete di uffici presenti su tutto il territorio per accompagnare i lavoratori agricoli nella realizzazione delle pratiche, tenendo conto che la domanda deve pervenire in via telematica alla sede Inps entro il prossimo 31 marzo”.

Nel dettaglio, l’indennità di disoccupazione va riconosciuta ai lavoratori agricoli che abbiano l’iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti, per l'anno cui si riferisce la domanda o un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato per parte dell'anno di competenza della prestazione. Scatta anche con almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria ed almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall'anno cui si riferisce l'indennità e dall'anno precedente.

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Vengono pagate un numero di giornate di disoccupazione pari al numero di giornate lavorate nel 2016, entro il limite massimo di 365 giornate annue, dalle quali si debbono detrarre le giornate di lavoro agricolo. L’importo corrisponde al 40% della retribuzione di riferimento moltiplicata per le giornate indennizzate

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