Venerdì, 25 Giugno 2021
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Agri&Tour. Il governatore Rossi taglia il nastro, 4 milioni di turisti scelgono la vacanza in campagna

Durante l’edizione 2017 hanno preso parte al Salone nazionale dell’agriturismo circa 100 buyers da tutto il mondo.

L’agriturismo contribuisce alla crescita e al successo del turismo enogastronomico italiano tanto che i turisti scelgono la meta in base al cibo di un luogo. Secondo Tripadvisor, 8 turisti su 10 scelgono in base alla reputazione che una destinazione o una struttura ricettiva hanno per quanto riguarda il cibo. E anche il 30% delle esperienze di Airbnb sono legate al cibo.

E’ quanto emerge da AgrieTour, il salone nazionale dell’agriturismo in corso fino al 16 novembre ad Arezzo Fiere e Congressi e inaugurato questa mattina alla presenza tra gli altri del Direttore Generale del Mipaaft, Emilio Gatto e del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. 

Come lo dimostrano i dati diffusi durante la quarta edizione della conferenza mondiale del turismo organizzata a Bangkok dal Wto, Word Trade Organization, dove è emersa l’importanza e l’impatto che ha il cibo nella scelta delle destinazioni delle vacanze». E’ quanto affermato Francesco Fratto, consulente tecnico scientifico di Agro Camera e cofondatore di Arb, agriculture rural broker in uno dei master che si sono tenuti ad Agrietour.

Agriturismo ancora appetibile anche per gli investimenti. Per quanto riguarda l’agriturismo italiano, l’offerta cresce in quasi tutte le regioni arrivando a sfiorare le 24mila strutture, aumentano i posti letto, e si conferma un comparto che attira ancora investimenti grazie anche ai Psr, i piani di sviluppo regionali. Il volume di affari complessivo vale 1,4 miliardi di euro con una crescita del 6,7% rispetto allo scorso anno e costituisce una delle attività più produttive in valore economico dell’intera gamma di attività connesse a quella agricola.

Il turismo all’aria aperta cresce più del tradizionale. I dati evidenziano come l’agriturismo cresce più velocemente del turismo in generale, +6-7% degli agriturismi contro un + 4-5% in generale del turismo in Italia. Per quanto riguarda le presenze, aumentano sia gli stranieri, sia gli italiani con un soggiorno medio di 4 giorni. Il comparto ha fatto registrare oltre 110 milioni di presenze e ha sviluppato un fatturato di 12 miliardi di euro. Le strutture italiane sono appetibili soprattutto all’estero e il dato nuovo è la crescita dei Paesi emergenti. Aumenta il numero di chi arriva dalla Polonia, dalla Norvegia e dalla Danimarca. In crescita anche i turisti da Croazia, Cina, Brasile, Russia che si affiancano a mercati consolidati di Germania, Francia, Belgio.

Il valore di fare agriturismo. Il I Rapporto Ismea – Rete Rurale Nazionale evidenzia come nell’agriturismo la multifunzionalità trova la declinazione della sostenibilità in termini quali acqua, biodiversità, clima, diversificazione,  educazione, inclusione, paesaggio, qualità, suolo e turismo. Le strutture sono presidio e tutela del paesaggio agrario con oltre 310mila ettari con destinazione produttiva e ambientale, coltivati, curati e ospitali e hanno un forte valenza sociale con la creazione di nuova occupazione con 8.159 aziende (36%) a conduzione femminile, con un incremento al Sud del 6,4% rispetto al 2015. Gli agriturismi esprimono, poi, il loro valore nel mantenimento dell’agricoltura di piccole dimensioni dal momento che il 50% delle aziende agrituristiche opera su superfici fino a 5 ettari, in particolare mantengono attività umane nelle aree rurali (spesso svantaggiate) visto che sono 2.624 (63%) i Comuni classificati come aree interne che ospitano almeno un agriturismo e che sono 7.188 (32%) le aziende che si trovano in aree montane. Da non trascurare, inoltre, che un agriturismo su due si trova in Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti. In termini di sostenibilità, infine, il 25% delle aziende agrituristiche (e delle fattorie didattiche) pratica agricoltura biologica (le aziende agricole biologiche sono il 3,6% del totale, una su ventotto).

Il programma di venerdì 16 novembre. Si parte con il convegno in Sala 2 “Agriturismo e agrobiodiversità in Toscana: ultifunzionalità tra cultura e territorio. Il ruolo del PSR 2014-2020 della Regione Toscana” mentre in Auditorium A dalle 9.30 un seminario sull’Aglione della VAldichiana e in Sala B Bioarchitettura e Territorio”. Alle 10.30 in Sala 1 “Agriturismo.Italia: galleria dei territori”. Nel pomeriggio in Sala 2 alle 17 il convegno promosso da Agrigiochiamo dal titolo “Strumenti e pratiche per adeguare e migliorare le proposte didattiche delle aziende agricole". Fitto il programma anche nell'area cooking show a partire dalle 11 e fino alle 20 con la cena interregionale aperta al pubblico esterno. In sala 4 dalle 10 una serie di appuntamenti in pillole. 

AgrieTour, il salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale, vanta la stabile collaborazione con Ministero per le Politiche Agricole e Forestali e del Turismo, ISMEA, Regioni, Enti ed Associazioni di categoria. Durante l’edizione 2017 hanno preso parte al Salone nazionale dell’agriturismo circa 100 buyers da tutto il mondo. Si sono svolti nei padiglioni di Arezzo Fiere oltre 2.500 gli appuntamenti che preannunciano un consolidamento dell’agriturismo italiano nei gusti dei turisti di tutti i continenti anche per le prossime stagioni.

"Sono qui per ringraziare e sostenere tutti gli operatori di un settore, l'agriturismo, nel quale la nostra regione è leader in Italia. Un settore che contribuisce al successo del marchio Toscana, e che consente di mantenere un saldo presidio nelle nostre zone rurali".

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, intervenendo all'inaugurazione di Agri&Tour, il salone nazionale che si è aperto oggi ad Arezzo, insieme all'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli.

"I dati che ci riguardano – ha proseguito Rossi - sono eloquenti: la Toscana ha il record di presenze annue (quasi 4 milioni) e della ricettività (con 4.568 agriturismi) e un importante fatturato: circa 350 milioni annui. L'agriturismo è una realtà imprenditoriale importante nella quale un ruolo decisivo ha l'imprenditoria femminile (le aziende gestite da donne sono il 40%). Ma soprattutto il ruolo dell'agriturismo è decisivo su due fronti: da una parte è determinante in quel marchio ‘Toscana' che è conosciuto e apprezzato nel mondo perché si lega al benessere, al paesaggio alla qualità dei prodotti, al bel vivere, dall'altra è funzionale al mantenimento di un presidio umani nei territori rurali, fondamentale per il mantenimento degli assetti idrogeologici.

Questo processo virtuoso, ha proseguito Rossi, deve continuare. E per questo sono a disposizione fondi europei del programma di sviluppo rurale per sostenere la promozione e gli investimenti in questo settore: "Invito tutti gli operatori – ha detto Rossi - a cogliere questa opportunità: c'è tempo fino al 30 novembre per fare domanda".

Ma la Regione è pronta a cogliere anche sfide nuove per sostenere lo sviluppo:

"Stiamo valutando senza pregiudizi – ha evidenziato il presidente - la richiesta che ci è giunta, di ampliare un po' l'accoglienza attraverso l'allestimento di strutture ai margini dei casolari. Nell'ultima riunione di giunta abbiamo anche istituito una commissione che si occuperà di questo. Non siamo per dire di no, ma per venire incontro alle aziende, a patto che il tutto possa avvenire nell'assoluto rispetto degli standard di qualità e della bellezza delle nostre strutture".

Sfiorano i 4 milioni le presenze annue negli agriturismi toscani, di cui oltre due terzi da parte di ospiti stranieri: è questo il primo numero da record per la nostra regione in ambito nazionale. Lo dicono i dati Istat relativi al 2017 diffusi nel corso di Agri& tour, il salone nazionale dell'agriturismo in corso ad Arezzo.

Il primato delle presenze (3,9 milioni annui) si combina a quello della ricettività: con 4.568 agriturismi e 62.779 posti letto la Toscana è la prima regione in Italia anche per numero di agriturismi (+1% rispetto all'anno precedente); La provincia con maggiori strutture è Siena (1.200 unità) seguita da Grosseto (circa 1.000) e Firenze (oltre 600).

La Toscana inoltre detiene il primato di aziende gestite da donne: sono in tutto 1.789, pari al 39,2% del totale regionale e al 21,1% sul totale nazionale dei soli agriturismi a conduzione femminile.

Significativi anche i dati sul fatturato annuo che è di circa 350 milioni.

Il settore continua a crescere non solo su scala regionale: in Italia nel 2017 sono arrivate a 23.406 le aziende agrituristiche autorizzate, a 12,7 milioni le presenze annue (la Toscana rappresenta, da sola, poco meno di un terzo del settore), mentre la dimensione economica del settore agrituristico ha raggiunto quota 1,36 miliardi di euro.

Interessante è anche vedere come si è evoluta l'offerta. Secondo dati Irpet relativi alla nostra regione negli ultimi dieci anni i posti letto in agriturismo sono più che quintuplicati crescendo a una media annua del 8.8%. Anche le presenze in agriturismo sono cresciute al ritmo di un +8,5% medio all'anno.

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