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Sabato, 22 Gennaio 2022
Economia

Agitazione sindacale per i lavoratori della Asl sud est: "Ignorati diritti fondamentali e aggrediti dagli utenti"

Come reso noto dai rappresentanti sindacali: "Le operatrici e gli operatori sono sempre più esposti a vere e proprie aggressioni da parte di utenti che lamentano carenze e ritardi nell'erogazione dei servizi di assistenza e cura"

Personale aggredito, ferie e tempi di riposo disattesi. Il tutto in un contesto dove lo spetto di una riacuttizzazione dell'emergenza Covid continua a pesare sulle spalle di chi, ogni giorno, si trova faccia a faccia col virus.

È stato di agitazione all'interno della Asl Toscana sud est. A dichiararlo è la rappresentanza sindacale unitaria (rsu) dei lavoratori sanitari, tecnici e amministrativi i quali lamentano "una situazione critica nella quale si trovano i servizi dell'azienda". Così come reso noto dal portavoce dei lavoratori, Roberto Barlucchi, "il riacutizzarsi dell’emergenza pandemica, con la conseguente necessità di sostenere l’espansione delle attività legate al Covid, e il dovere di garantire comunque il mantenimento della rete ordinaria dell’assistenza stanno mettendo in seria difficoltà il personale del comparto che vede compromessi i fondamentali diritti al riposo, alle ferie e alla conciliazione dei tempi di vita/lavoro".

Ma non è solo questo il punto. "In tale situazione, inoltre, le operatrici e gli operatori sono sempre più esposti a vere e proprie aggressioni da parte di utenti che lamentano carenze e ritardi nell'erogazione dei servizi di assistenza e cura".

Alla proclamazione dello stato di agitazione, la rsu "sottolinea che si è giunti dopo che la richiesta di 220 infermieri - inoltrata dall’azienda alla Regione Toscana in agosto - è stata resa vana dal blocco delle assunzioni stabilito dalla stessa Regione ed esprime nettamente la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori sia contro l'utilizzo improprio delle pronte disponibilità per l'apertura di nuovi servizi ospedalieri sia contro l'uso programmato del lavoro straordinario per far fronte alla carenza di personale. La rsu non ritiene oltremodo accettabile un tale stato di fatto e si riserva di programmare iniziative di lotta in tempi brevi".

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