"Accordo storico". La Beltrame restituisce il 75% dello stipendio perso ai lavoratori in cassa integrazione

"Una firma storica", così l'ha definita Alessandro Tracchi, segretario provinciale della Fiom Cgil. E in effetti accordi del genere, di questi tempi e in un settore addentato dalla crisi come quello siderurgico, non se ne vedono. La Beltrame di...

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"Una firma storica", così l'ha definita Alessandro Tracchi, segretario provinciale della Fiom Cgil. E in effetti accordi del genere, di questi tempi e in un settore addentato dalla crisi come quello siderurgico, non se ne vedono. La Beltrame di San Giovanni Valdarno, acciaieria dal grande passato che con fatica e determinazione sta uscendo dalle secche produttive, restituisce ai lavoratori buona parte dello stipendio perduto per via delle settimane di inattività dell'anno 2017.

Fino a 2.500 euro in busta paga

Una somma che mediamente, per ciascuno dei 57 dipendenti dello stabilimento valdarnese, si aggira sui 1.300 euro, con punte di 2.500. E che, in aggiunta agli ammortizzatori sociali al momento attivi, permette il recupero dei 3/4 della piena retribuzione. I dettagli sono stati raccontati oggi in conferenza stampa, a cui hanno preso parte anche i sindacati, dal direttore di stabilimento Davide Mottin, dal responsabile delle risorse umane Ruggero Rigon e da Roberto Del Corso, country manager Italia.

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Plafond da 280mila euro

L'accordo è stato siglato nei giorni scorsi e coinvolge tutto il gruppo Afv Beltrame, che ha siti produttivi anche in Veneto e in Piemonte, e i suoi 750 dipendenti. L'azienda ha messo a disposizione un plafond da circa 280mila euro, 75mila dei quali sono andati a San Giovanni. I soldi sono stati già erogati il 10 maggio, inseriti nella busta paga di aprile 2018.

Produzione a metà regime

"Ma la crisi non è finita" rimarcano i protagonisti. La Beltrame di San Giovanni lavora ancora a metà regime (due settimane di fermo al mese), con una produzione annua di 40-42mila tonnellate.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, con la fine della solidarietà, è subentrata la cassa integrazione. Anche se le incertezze sul futuro del Governo - e le conseguenti scarse informazioni sul destino dei prossimi ammortizzatori - non permettono una programmazione affidabile del piano di uscita dallo stato di crisi.

L'azienda guidata dall'amministratore delegate Riccardo Garrè, tuttavia, si sta muovendo, con investimenti significativi anche a San Giovanni. Dopo i primi lavori sul cosiddetto treno di laminazione, adesso si punta al rinnovamento della parte di finitura, oltre a puntare a miglioramenti sul versante della sicurezza.

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@MattiaCialini

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