"Oroarezzo rimanga qui". La voce degli Industriali: "Dialogo con Ieg, ma garanzie sul futuro"

Ieri l'incontro in Confindustria con Boldi, Comune e Provincia. Chiesto più tempo per valutare l'offerta

Mantenere le Fiere dell'Oro ad Arezzo, questo l'obiettivo. La sezione Oreficeria e Gioielleria di Confindustria Toscana Sud che si è riunita ieri presso la sede aretina dell'associazione. E' stato ascoltato il presidente di Arezzo Fiere Boldi, poi gli imprenditori si sono confrontati con il Comune di Arezzo e Provincia. Gli orafi di Arezzo vorrebbero poter studiare nel dettaglio una proposta, quella di Ieg, considerata piuttosto articolata e la scadenza del 31 gennaio è a ridosso. L'idea è quella di chiedere una proroga per la valutazione e la trattativa.

La riunione è stata molto partecipata e fattiva - spiega la presidente di sezione Giordana Giordini - segno che il tema delle Fiere Orafe è molto sentito dagli imprenditori associati. Per tale motivo ho ritenuto necessario avere chiarezza sulla situazione che in questi giorni sta interessando Arezzo Fiere e Congressi. Gli incontri, a tal fine, avuti prima della riunione con il Presidente di Arezzo Fiere e Congressi Andrea Boldi e con il Sindaco Ghinelli, l’Assessore Merelli ed il vice Presidente della Provincia di Arezzo Piomboni sono stati molto utili. Le imprese hanno evidenziato grande unità di intenti a dimostrazione che il settore è unito quando le questioni sono di livello importante; è chiaro a tutti come la Fiera di Arezzo continui a rappresentare uno strumento essenziale per il comparto orafo aretino ma anche un volano per il territorio – continua Giordini - Abbiamo preso atto che i principali soci pubblici ritengono necessario designare un nuovo Consiglio di Amministrazione di Arezzo Fiere e Congressi (viste le dimissioni di 3 Consiglieri) prima di discutere la proposta di acquisto pervenuta da Ieg. Nel merito, tale proposta, a nostro parere, non può essere valutata nel limitato lasso di tempo indicato da IEG  - l’offerta scade a fine gennaio, nda - vista la complessità giuridica dell’operazione e, soprattutto, l’importanza della stessa per il futuro del settore e della città. E’ comunque emersa la consapevolezza da parte delle aziende dell’opportunità di continuare il dialogo con Ieg vista la necessità di avere un’unica regia a livello nazionale nella gestione delle fiere del settore orafo”. 

Quest’ultimo punto è stato particolarmente enfatizzato nell’intervento della Presidente di Federorafi Ivana Ciabatti, presente alla riunione, "al fine - spiega una nota di Confindustria Toscana Sud - di evitare decisioni non ponderate che riportino il settore indietro negli anni quando anche in Italia proliferavano fiere senza alcun coordinamento a discapito delle imprese orafe e degli ulteriori investimenti pubblici di Ice Agenzia e Mise sulle manifestazioni e sul settore che, con l’accorpamento organizzativo, sono invece aumentati in maniera significativa".

Ovviamente nelle trattative con Ieg si dovrà tenere conto, oltre che della congruità economico / finanziaria dell’offerta, anche della necessità di ottenere garanzie assolute dal compratore circa la permanenza a lungo termine della fiera orafa ad Arezzo e di un impegno forte da parte dell’acquirente a rendere le fiere aretine sempre più attrattive per i buyers- conclude Giordini - per questo motivo auspichiamo che, nelle trattative con Ieg, insieme alla compagine pubblica, venga coinvolto anche un delegato delle imprese orafe per rappresentare le esigenze del settore. 

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Il futuro di Arezzo Fiere

OroArezzo e Gold Italy rappresentano le manifestazioni di prestigio e di sostanza di Arezzo Fiere e Congressi e ha poco senso privarsene senza capire come l'ente possa affrontare il futuro. Una possibile soluzione è che Ieg sia disposta ad acquisire in toto Arezzo Fiere e Congressi, non soltanto le sue manifestazioni redditizie. E provi così a far ripartire il polo fieristico, oggi gravato dalla zavorra dei debiti.

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