Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

25 aprile e 1 maggio, Cisl: "Per il commercio ci saremmo aspettati ordinanza di chiusura da Giani"

"Ci aspettiamo che Giani ci ripensi per il Primo maggio e che chi opera nel commercio abbia gli stessi diritti. L’astensione dal lavoro è sempre possibile"

"Il 25 aprile non è festa per tutti, in particolare non lo è per i lavoratori della grande distribuzione che saranno costretti a garantire l’apertura dei punti vendita" questa la prima osservazione che la Fisascat Cisl fa entrando nella discussione sulle aperture e lo sciopero proclamato nel commercio proprio per la festa della Liberazione e per quella dei Lavoratori.

“Da oltre un anno, oramai, stiamo vivendo una situazione di estrema difficoltà e, proprio in virtù di ciò, ci saremmo aspettati, commenta Maria Rosaria Esposito della Fisascat Cisl di Arezzo, una ordinanza regionale che imponesse la chiusura della grande distribuzione per la festa della Liberazione, ma così non è stato anche se ora speriamo che questo provvedimento arrivi per il Primo maggio, perché non è giusto che chi opera in questo settore non abbia gli stessi diritti di altri lavoratori”.

La Fisascat Cisl evidenzia, infatti, come in occasione delle due festività anche i servizi pubblici non essenziali siano sospesi. “Evidentemente, prosegue Maria Rosaria Esposito, i lavoratori del commercio si trovano uno o due scalini sotto nella scala di considerazione da parte del presidente della regione Giani, dal quale ci saremmo aspettati una prese di posizione così come ha fatto per Pasqua e Pasquetta, seppur motivato dalla necessità di contenimento del contagio”.

“Questi lavoratori - sottolinea la Esposito - nel momento drammatico che stiamo vivendo, hanno garantito sempre un servizio fondamentale alla collettività, senza vedersi riconosciuto nessun merito, come dimostra il fatto che la categoria non sia stata presa in considerazione tra quelle titolate ad avere accesso prioritario ai vaccini”.

Fisascat Cisl lancia quindi un messaggio ai lavoratori: “Ricordiamo a tutto il personale della grande distribuzione che l’astensione del lavoro durante le festività è sempre possibile e che quindi, hanno il diritto di “riprendersi la festa”, come tutti gli altri lavoratori italiani, decidendo di non andare a lavorare. Infine, conclude Maria Rosaria Esposito, la Fisascat Cisl chiede alla Regione Toscana che per il primo maggio le scelte siano diverse e si disponga con una ordinanza la chiusura delle attività delle grande distribuzione per onorare in modo adeguato la festa del lavoro e per dare un segnale importante non solo del riconoscimento dei diritti degli operatori del settore, ma anche per il grande impegno, coraggio, abnegazione che hanno dimostrato fin dai primissimi giorni dallo scoppio della pandemia, quando anche in pieno lockdown hanno garantito per tutti la possibilità di approvvigionarsi e di acquistare altri beni di prima necessità”.

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