Giovedì, 23 Settembre 2021
Economia

"Prelievi dal conto per salvare Etruria". I casi di Ubi e Unicredit. Ma scattano i rimborsi

Ammonta a circa 100 milioni di euro il totale restituito ai clienti delle banche su input della Banca d'Italia: rimborsi frutto di ispezioni su "contratti disattesi, costi per gli sconfini e sullo ius variandi". Il conto è stato fatto in un...

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Ammonta a circa 100 milioni di euro il totale restituito ai clienti delle banche su input della Banca d'Italia: rimborsi frutto di ispezioni su "contratti disattesi, costi per gli sconfini e sullo ius variandi". Il conto è stato fatto in un articolo di Plus 24, inserto del Sole 24 Ore di ieri.

I cento milioni sono stati restituiti nel biennio 2015-2016, i controlli sono stati più di 400, mirati: sempre più su segnalazioni di clienti.

"In passato è stato accertato un uso scorretto dello ius variandi", precisa l'articolo di Gianfranco Ursino.

Di che cosa si tratta? Dei cambiamenti decisi unilateralmente, senza essere illustrati alla clientela con sufficiente chiarezza, magari senza il canonico preavviso (60 giorni) o un motivo giustificato.

Una manovra messa in atto da alcune banche - spiega Plus24 - fra cui Ubi, Banco Popolare e UniCredit con la giustificazione di dover recuperare le somme versate al fondo di risoluzione per salvare CariFerrara, CariChieti, Banca Marche e Banca Etruria.

La segnalazione può essere fatta direttamente agli sportelli, ma si può anche presentare un reclamo scritto. "E se la banca dovesse rispondere negativamente c'è sempre la via del ricorso all'Abf che costa solo 20 euro, che saranno anche rimborsati dall'intermediario se l'arbitro dovesse accogliere il ricorso", aggiunge Plus 24.

@MattiaCialini

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