Rocchi e pulezze: il trionfo dei sapori, il tripudio dei sensi, il giubilo delle papille

Una ricetta basica, stratosfericamente buona e così facile da preparare a occhi chiusi

  • Categoria

    Secondo
  • Difficoltà

    Facile
  • Tempo

    40 minuti
  • 1 kg di pulezze
  • sale
  • una salsiccia e mezzo a commensale
  • aglio
  • pepe

Procedimento

Iniziate pulendo le pulezze. Il procedimento più semplice prevede che le foglie vengano liberate da crude del gambo centrale. Mia nonna però vi darebbe un ceffone perché, da donna di un altro tempo, non butta via niente. Per questo motivo il procedimento che consigliamo è quello di lavare bene le foglie, eliminare quelle danneggiate, eliminare la base più spessa del gambo e poi sminuzzarle creando delle scrisce di 2-3 centimetri l'una. Dopo averle risciacquate bene sotto acqua corrente, prendete una pentola capiente, mettetevi le pulezze, unitevi dell'acqua fredda, del sale e portate il tutto a bollore. Cuocetele per circa 30-40 o comunque fino a che non anche il gambo centrale non risulterà tenerissimo (fate la prova della forchetta). Una volta cotte, scolatele e dopo averle raffreddate iniziate a strizzarle con le mani cercando di eliminare l'eccesso di acqua accumulata durante la lessatura. Formate delle palle verdi e lasciatele riposare per qualche ora a temperatura ambiente. 

Successivamente prendete una padella piuttosto ampia. Versatevi un filo di olio d'oliva e unitevi gli spicchi d'aglio interi. Lasciateli imbiondire e poi unitevi le salsicce tagliate a pezzetti. L'altra scuola di pensiero, altrettanto valida, prevede che le salsicce vengano cotte intere sulla brace e successivamente unite alla padellata di pulezze saltate con aglio e olio. Se optate per la prima possibilità fate rosolare bene la carne girandola spesso e poi aggiungere le pulezze. Schiacciatele e mescolate il tutto fino ad ottenere un composto uniforme e saporito. Aggiustate di sale, pepe e servire.

La ricetta

Ricordate le teorie che sostengono come la cucina aretina sia composta, nella maggior parte, da cibi cotti e non cucinati? Ebbene, salsicce e pulezze sono un esempio di come questo principio sia veritiero. Certo, anche nel cuocere gli ingredienti è necessario dosare bene tempo, temperatura e maestria. Ma di fatto il principio base, conta sul fatto che i piatti della tradizione siano facili e soprattutto veloci da portare in tavola. Dunque, salsicce e pulezze o, per dirlo in aretino, i rocchi co' le pulezze, altro non sono che un piatto super fast e molto comune. Per chi non lo sapesse le pulezze sono i cugini delle cime di rapa e sono frequentemente consumate fino all'arrivo della primavera. Una ricetta così basica e genuita da risultare infallibile anche ai meno pratici dei fornelli. Provare per credere.

(ClaFa)

Un calice in abbinamento

Con le salsicce toscane ci mettiamo un vino del territorio. Ne serve uno che sappia bilanciare la tendenza dolce della carne con una certa freschezza, la succulenza con adeguato alcol. Buona sapidità in bocca e intensità al naso per rispondere alle esigenze del piatto. Meglio un bianco di struttura più che un rosso, perché il tannino potrebbe sbattere contro l'amaricante della verdura che, nonostante la cottura, conserva una certa tendenza amarognola. E allora vada per la Vernaccia di San Gimignano Docg. Bene la versione Riserva, con un sorso più rotondo, per smussare eventuali asperità dell'abbinamento: profumi di ginestra, miele e mandorla, sorso ricco e minerale.

Mat.Cial.

Ricordate le teorie che sostengono come la cucina aretina sia composta, nella maggior parte, da cibi cotti e non cucinati? Ebbene, salsicce e pulezze sono un esempio di come questo principio sia veritiero. Certo, anche nel cuocere gli ingredienti è necessario dosare bene tempo, temperatura e maestria. Ma di fatto il principio base, conta sul fatto che i piatti della tradizione siano facili e soprattutto veloci da portare in tavola. Dunque, salsicce e pulezze o, per dirlo in aretino, i rocchi co' le pulezze, altro non sono che un piatto super fast e molto comune. Per chi non lo sapesse le pulezze sono i cugini delle cime di rapa e sono frequentemente consumate fino all'arrivo della primavera. Una ricetta così basica e genuita da risultare infallibile anche ai meno pratici dei fornelli. Provare per credere.

(ClaFa)

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Mat.Cial.

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