Lunedì, 18 Ottobre 2021

La Sbroscia: bella e buona. Una zuppa che supera ogni aspettativa

La Sbroscia sarebbe nata nelle cucine dei conventi francescani e si sarebbe diffusa soprattutto in Versilia

  • Categoria

    Primo
  • Difficoltà

    Facile
  • Dosi

    Sei persone

300 grammi di zucca gialla
300 grammi di fagioli borlotti
5 cucchiai di olio evo
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla
2 spicchi di aglio
1 ciuffo di prezzemolo
5 foglie di salvia
8 fette di pane
sale e pepe

Procedimento

La preparazione di questa zuppa è di una semplicità disarmante. Richiede solo tempo. Come prima cosa preparate i fagioli borlotti. Dopo averli tenuti a bagno una notte intera lessateli in una pentola con abbondante acqua salata aggiungendovi della salvia. In una padella lasciate soffriggere un battuto con olio, carota, cipolla, sedano, prezzemolo e aglio. Lasciate appassire bene le verdure. Scolate i fagioli senza buttare via l'acqua di cottura. Qui mettete la zucca tagliata a pezzi grossolati, aggiungete il soffritto e fate cuocere il tutto fuoco lento. Quando la zucca sarà tenera ma non sfatta mettete i fagioli lessati. Cuocete ancora per circa 15 minuti. Servite la zuppa con fette di pane tostato, olio a crudo e una spruzzata di pepe.

La ricetta

Sicuramente il nome non invoglia. Ma in cucina non tutto è come appare. Il caso della Sbroscia calza a pennello. Se il significato della parola non promette nulla di buono, questa ricetta smentisce ogni certezza sulla linga italiana. Perché la Sbroscia non solo è buona, ma anche bella. Le origini di questa preparazione sono da rintracciare nella tradizione più antica della Toscana. Secondo fonti autorevoli pare che la Sbroscia sia nata nelle cucine dei conventi francescani e si sia diffusa soprattutto in Versilia.

ClaFa

In copertina: foto tratta da: https://acquacottaf.blogspot.com/

Un calice in abbinamento

Si tratta di un zuppa bella ricca e il ventaglio di possibilità di abbinamento è molto ampio. In questo caso è difficile sbagliare, ma come sempre solo la prova dell'assaggio rivelerà il matrimonio migliore. Si può puntare anche su un rosso leggero. Magari, in omaggio alla Versilia, si può scegliere un Colline Lucchesi Doc d'annata, con un tannino non particolarmente brusco: un vino profumato e vibrante di freschezzo, figlio di un blend con prevalenza di sangiovese. Cin cin.

Mat.Cial.

Sicuramente il nome non invoglia. Ma in cucina non tutto è come appare. Il caso della Sbroscia calza a pennello. Se il significato della parola non promette nulla di buono, questa ricetta smentisce ogni certezza sulla linga italiana. Perché la Sbroscia non solo è buona, ma anche bella. Le origini di questa preparazione sono da rintracciare nella tradizione più antica della Toscana. Secondo fonti autorevoli pare che la Sbroscia sia nata nelle cucine dei conventi francescani e si sia diffusa soprattutto in Versilia.

ClaFa

In copertina: foto tratta da: https://acquacottaf.blogspot.com/

Un calice in abbinamento

Si tratta di un zuppa bella ricca e il ventaglio di possibilità di abbinamento è molto ampio. In questo caso è difficile sbagliare, ma come sempre solo la prova dell'assaggio rivelerà il matrimonio migliore. Si può puntare anche su un rosso leggero. Magari, in omaggio alla Versilia, si può scegliere un Colline Lucchesi Doc d'annata, con un tannino non particolarmente brusco: un vino profumato e vibrante di freschezzo, figlio di un blend con prevalenza di sangiovese. Cin cin.

Mat.Cial.

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