La ribollita: la zuppa contadina più famosa della Toscana

La preparazione richiede un po' di tempo e tanta, tanta, tantissima pazienza

  • Categoria

    Primo
  • Difficoltà

    Facile
  • Tempo

    30 minuti di cottura
  • Dosi

    4 persone

Per i fagioli

  • 350 grammi di fagioli cannellini secchi
  • Olio extravergine d'oliva
  • 1 spicchio d'aglio
  • Rosmarino
  • Acqua 
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.

Per la zuppa

  • 250 grammi di verza
  • 300 grammi di cavolo nero
  • 300 grammi di bietole
  • 200 grammi di pane raffermo
  • Olio
  • 180 grammi di pomodori pelati
  • 1 patata
  • 1 cipolla
  • 1 sedano
  • pepe
  • sale
  • peperoncino
  • timo

Procedimento

Come prima cosa vanno preparati i fagioli. Ogni ribollita che si rispetti deve essere preparata con fagioli freschi e non in scatola. Prendete una ciotola capiente e versatevi dentro i cannelli i quali dovranno rimanere almeno una notte intera in ammollo. Una volta trascorso questo tempo in un tegame ampio scaldate l'olio d'oliva con l'aglio e il rosmarino aggiungete i fagioli e coprite il tutto con dell'acqua tiepida lasciando cuocere per per 1 ora a fuoco medio-basso con il coperchio. A fine cottura prelevate una parte di fagioli e teneteli da parte perché dovranno essere aggiunti interi alla fine. Frullate tutto con un mixer ad immersione per ottenere un brodo con il quale porterete a cottura la zuppa.

Sbucciate cipolla, sedano e carota tritate tutto finemente e scaldate dell'olio di oliva in un tegamente. Aggiungete le verdure e lasciatele soffriggere a fuoco moderato. Mentre il composto appassisce pelate una patata e riducetela da dadini. Aggiungetela al soffritto e poi versatevi anche i pelati schiacciati con una forchetta. A questo punto pulite e tritate finemente la verza, le bietole e il cavolo nero. Una volta termintato unite il tutto al soffritto versandovi il brodo di fagioli frullati, mescolate, coprite con il coperchio e portate al bollore. Quando la zuppa bolle, togliete il coperchio e cuocete per altri 45 minuti mescolando di tanto in tanto. Quando la zuppa sarà pronta regolate di sale e pepe, unite i fagioli interi che avete tenuto da parte, mescolate e spegnete il fuoco.

Tagliate a fette grossolane il pane raffermo, adagiate alcune fette sul fondo di una ciotola o zuppiera, coprite con un paio di mestoli di zuppa 25, poi adagiate un altro strato di pane e ricoprite con altra zuppa, proseguite alternando gli strati fino a terminare gli ingredienti 26. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente e poi ponete in frigorifero coperto con pellicola 27 per almeno 2 ore. Trascorso questo tempo, riprendete la ribollita, il pane avrà assorbito la zuppa e la ribollita avrà un aspetto semisolido, versatela in un tegame, portatela al bollore, aromatizzatela con peperoncino e foglioline di timo.

La ricetta

La ribollita è la zuppa toscana più conosciuta al mondo e sicuramente uno dei modi più saporiti in assoluto per mangiare le verdure. Un tempo veniva cucinata con gli avanzi dei giorni precedenti. Un piatto semplice, gustosissimo che richiede amore e pazienza per la preparazione. Una ricetta antica che affonda le proprie radici nella tradizione contadina più povera ma che non ha tardato a conquistare tutto il mondo.

Un calice in abbinamento

A seconda di cottura e tipologia di ingredienti, la ribollita può variare sensibilmente. E non è detto che uno stesso vino stia bene con ogni variante localistica del piatto. In questo caso, però, chiudiamo un occhio e adattiamo il palato, perché non si può uscire dalla Toscana. E non si può andar troppo lontano da quello che era il "rosso del contadino" di un tempo con cui la ribollita veniva consumata: un vino ricco di frutto e fiori freschi al naso, brioso e senza un alcol debordante. Magari ottenuto da uve a bacca rossa, con un taglio di bianco. Un vino d'annata, senza passaggi in legno. Un esempio? Chianti Classico Montalbano Docg 2019, con un tannino non troppo aggressivo.

(Mat.Cial.)

La ribollita è la zuppa toscana più conosciuta al mondo e sicuramente uno dei modi più saporiti in assoluto per mangiare le verdure. Un tempo veniva cucinata con gli avanzi dei giorni precedenti. Un piatto semplice, gustosissimo che richiede amore e pazienza per la preparazione. Una ricetta antica che affonda le proprie radici nella tradizione contadina più povera ma che non ha tardato a conquistare tutto il mondo.

Un calice in abbinamento

A seconda di cottura e tipologia di ingredienti, la ribollita può variare sensibilmente. E non è detto che uno stesso vino stia bene con ogni variante localistica del piatto. In questo caso, però, chiudiamo un occhio e adattiamo il palato, perché non si può uscire dalla Toscana. E non si può andar troppo lontano da quello che era il "rosso del contadino" di un tempo con cui la ribollita veniva consumata: un vino ricco di frutto e fiori freschi al naso, brioso e senza un alcol debordante. Magari ottenuto da uve a bacca rossa, con un taglio di bianco. Un vino d'annata, senza passaggi in legno. Un esempio? Chianti Classico Montalbano Docg 2019, con un tannino non troppo aggressivo.

(Mat.Cial.)

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