La faraona del Gava: una ricetta che ha il sapore della domenica in famiglia

  • Categoria

    Secondo
  • Difficoltà

    Facile
  • Tempo

    2 ore
  • Dosi

    6 persone

Un secondo piatto che racconta una storia semplice, gustosa e felice adatto per le occasioni più importanti

La ricetta

Italiano

Ammetto che non sono una mangiatrice seriale di faraone. Questo pennuto così tenerino che sembra un pollo ma non è, non mi ha mai entusiasmata del tutto. Poi una bella domenica ecco che in tavola è comparsa la faraona arrosto, anzi al girarrosto. Esplosione di gusto e morbidezza. Una sinfonia di piacere che racconta di una tavolata di amici, buon vino e quel calore umano che sa tanto di famiglia. La ricetta vera e propria, quella ideata dal mio amico Gava, non è in mio possesso e anche se lo fosse, me ne guarderei bene dal divulgarla senza autorizzazione scritta e firmata. Quella che vi propongo di seguito è una rivisitazione che trae spunto dal ricettario "Le mille ricette aretine" di Piero Benigni (un libro che se non lo avete dovete procurarvelo). Ma al di là della procedura da seguire, quello che realmente conta nella realizzazione di questa carne sono senza ombra di dubbio gli ingredienti e la generosa dose di amore e pazienza utili alla buona riuscita del piatto, oltre ad un forno parecchio buono (meglio se a legna).

(ClaFa)

Un calice in abbinamento

Il piatto è di indubbia complessità, necessita quindi di un vino di importante livello. Puntiamo sul rosso, ma non è detto che debba essere sempre così. Anzi, la carne della faraona, dal sapore caratteristico ma delicato, non deve essere sovrastata da un vino che marchi troppo la propria impronta, come un rosso robusto o tannico. Occorre un vino gentile ed elegante. Il che ci conduce a un vitigno tanto complicato da allevare, quanto straordinario - se ben curato - nei risultati nel calice: il Pinot nero. Alloctono in Italia, presente in tutto il mondo, raggiunge la sua espressione più alta in Borgogna (a volte, però, con costi da capogiro). Ma, come già detto, anche nell'Aretino se ne trovano di splendide espressioni, specialmente in Casentino. In Italia, però, c'è un luogo in particolare in cui il Pinot nero si coltiva da molto tempo, con risultati straordinari: l'Alto Adige. Qui bottiglie di Pinot nero in purezza non sono l'eccezione. Tra tutte, puntiamo con decisione alla sottozona "Mazzon", forse la più vocata d'Italia per il vitigno, qui conosciuto anche con il nome tedesco Blauburgunder (invece che "Pinot Nero" i germanofoni lo chiamano "Borgogna Blu"). In sintesi, un Alto Adige Pinot Nero Doc "Mazzon". Ma in etichetta potremmo anche trovare la dicitura Südtirol Blauburgunder Doc "Mazzon".

Mat.Cial.

Preparazione

Pulie la faraona fiammeggiandole la pelle e rimuovendo dal suo interno ogni interiora. Lavatela bene sotto acqua corrente e asciugatela. Da rimuovere, poiché non utili alla realizzazione del piatto, ci sono la testa e il collo oltre alle punte delle ali e le zampe. Pestate due spicchi di aglio insieme al sale grosso, pepe e della salvia. Realizzate un pesto con il quale insaporire la faraona dentro e fuori. Terminata questa operazione rivestite l'esterno con delle fette di rigatino e legate il tutto con dello spago. Scaldate il forno al 180°, disponete la faraona così confezionata su una teglia, unitevi qualche cucchiao di olio e infornatela. La cottura sarà terminata quando il petto si bucherà bene con la forchetta. Durante la cottura girate la carne per farla dorare uniformemente e bagnatela con l'olio di cottura. La carne può essere accomagnata da contorni classici, come le patate arrosto e l'insalata verde, oppure con altri più creativi a seconda del gusto.

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