La cotognata: la merenda super energetica che arrivò dalla Sicilia

  • Categoria

    Dessert
  • Difficoltà

    Facile
  • Dosi

    8 dosi

La ricetta vanta una miriade di varianti e opzioni che si sono radicate in ogni angolo della Penisola.

La ricetta

Italiano

Energia allo stato puro. La cotognata, essenzialmente, non è altro che una botta di zuccheri. Ovviamente è anche molto buona e si presta a diventare sia uno spuntino super goloso che un dessert da proporre a fine pasto. Ricetta dalle origini e dalla tradizione ancestrale è preparata in ogni regione d'Italia. La Sicilia, terra di delizie e di ricette succulente, vanterebbe i natali di questa conserva solida e del colore del sole. Ma, neanche a dirlo, la cotognata trova una certa diffusione anche nelle zone del centro Italia, in quelle della dorsale appenninica, arrivando fino alle vette frondose del Casentino e della Valtiberina per poi scivolare lungo l'Arno e giungere in Valdichiana e ad Arezzo. Dicevamo, merenda super golosa e dall'importante apporto calorico. Questo dolce si compone di due semplicissimi ingredienti: zucchero e mele cotogne. La preparazione richiede oltre che un po' di tempo anche una generosa dose di pazienza. In passato la cotognata veniva proposta come spuntino di metà mattina a tutti quei braccianti che si recavano nei campi per la raccolta delle olive o nei boschi. Ottimo supporto anche per le partorienti che lo utilizzavano (e lo utilizzano) come ricarica energetica. Perfetta da sola e sorprendente se abbinata a formaggi dal sapore forte e deciso. Alcuni impavidi "montanari" delle nostre zone vi cospargono sopra anche un filo di grappa, così, giusto per rendere il tutto ancora più potente. Provare per credere.

(ClaFa)

Un calice in abbinamento

Una pietanza di non facile abbinamento, ma il dilemma è aggirabile. "La catena del matrimonio è così pesante che a volte bisogna essere in tre per portarla", recita un noto aforisma. E allora un sorprendente abbinamento prevede la presenza del terzo incomodo: un formaggio di carattere, a cui la cotognata va in abbinamento. Un blu di Maremma per rimanere in Toscana, un Castelmagno per esplorare fuori regione, un godurioso Roquefort per guardare Oltralpe. Tutti formaggi caratterizzati da grande sapidità e soprattutta da grande tendenza amarognola data dall'erborinatura bluastra, caratteristica e data dalle muffe. La cotognata ammorbidisce il morso, grazie alla sua spiccata dolcezza. E a quel punto un Cortona Vin Santo Doc - con la sua dolcezza, freschezza e sapidità - rappresenta il colpo di spugna che pulisce impeccabilmente il cavo orale, lanciando in orbita le papille gustative.

Mat.Cial.

Preparazione

Pulite bene le mele cotogne strofinandole con un panno umido per eleiminare la peluria presente nella loro buccia. Sciacquatele in acqua corrente e sistematele all'interno di una grande pentola coprendolo di acqua fredda dove dovrete farle lessare a fuoco lento. Per comprendere quando le mele cotogne fate la prova forchetta come per le patate. Una volta cotte togliete dall’acqua raffreddatele, sbucciatele e passatele ottenendo in tal modo circa una purea. In un tegame largo mettete lo zucchero con ½ bicchiere d’acqua e cuocere a fuoco lento fino a quando lo zucchero non comincia ad attaccarsi alle pareti del tegame. Unite la purea di mele cotogne, togliete il tutto dal fuoco e rimestate energicamente fino a quando i due ingredienti non si siano perfettamente amalgamati. Rimettete nuovamente il tutto sul fuoco moderato e portate ad ebollizione continuando a rimestare. Appena raggiunto il bollore tenete la marmellata sul fuoco per non più di 5 minuti. Versate la cotognata in formelle umide. Mettete le formelle esposte all’aria, ma non al sole. Dopo qualche giorno (2-3 al massimo) togliete la cotognata dalle formelle e rimettetela all’aria ad asciugarsi anche dalla parte ancora umida. Conservatela in luogo fresco ed asciutto e consumatela a pezzettini.

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