Bombolone: ed è subito gioia. La ricetta giunta dal nord al seguito degli Asburgo-Lorena

  • Categoria

    Dessert
  • Difficoltà

    Facile
  • Tempo

    Indefinito 😅
  • Dosi

    6 persone

In Toscana ed Emilia Romagna questa specialità rappresenta una costante di ogni golosa colazione o merenda

La ricetta

Italiano

Il bombolone fa subito felicità. E d'altronde come non potrebbe? Addentare un soffice disco di pasta fritta ripieno di creme e marmellate è sicuro rimedio alle tristezze di una giornata grigia. Benché questa meraviglia sia diffusissima in tutta Italia, in particolar modo in Toscana e Emilia Romagna, le sue origini non sono da rintracciare nel territorio nazionale ma ben più a nord. Sono molte le fonti che riportano come il bombolone - o bomba - sia un derivato del krapfen. Leggenda vuole che giunse in quel della Toscana al seguito della corte degli Asburgo-Lorena che nel XVIII secolo reggevano il Granducato. Da lì divenne popolarissimo in Emilia-Romagna per poi conquistare le cucine di tutto lo Stivale. Ricco, opulento, pesante come un capaccione, questo dolce è oggi considerato una specialità che va bene per colazioni golose o pause pomeridiane ipercaloriche. La ricetta base prevede l'utilizzo di pochi e semplici ingredienti per l'impasto che vengono arricchiti dalla presenza di creme e conserve di frutta per il ripieno. C'è chi al posto del burro - impavido - usa ancora oggi lo strutto. Una scelta sicuramente coraggiosa che conferisce all'impasto più volume e un apporto calorico maggiore. La variante light invece, prevede la cottura in forno mentre, in molte parti della Toscana, si usa unirvi le patate che conferiscono all'impasto una consistenza più poderosa.

(ClaFa)

Un calice in abbinamento

Un dolce importante, elaborato: il vino non può essere eccessivamente semplice. La pasta fritta chiama le bollicine e potremmo trovare un buon abbinamento con un Trento Doc Demi-Sec da uve chardonnay, uno spumante metodo classico di montagna con adeguata sapidità, freschezza e persistenza da sposare il bombolone. Naso intenso di agrumi, ricco, fine. Tra i ricordi, un'azzecatissima crema pasticciera. Un sorso pieno, appagante, brioso ma morbido, grazie alle peculiarità dello chardonnay. 

(Mat. Cial.)

Preparazione

In una spianatoia adagiate la farina creando una fontana all'interno della quale dovrete aggiungere lo zucchero, un pizzico di sale, il burro ammorbidito, il lievito sciolto in acqua tiepida, scorza di limone grattugiata e tanta acqua quanta necessaria affinché l'impasto assuma la consistenza simile alla sfoglia per la pasta fresca. Una volta raggiunta la consistenza giusta adagiate l'impasto in una ciotola, copritelo con un canovaccio e lasciate lievitare per 2-3 ore in un luogo abbastanza caldo. Trascorso questo tempo rilavorate con le mani la pasta, adagiatela su una spianatoia e iniziate a tirarla col matterello fino ad ottenere una sfoglia di circa un centimetro. Aiutandovi con un bicchiere ritagliate dei dischi. Adagiateli sulla spianatoia e lasciateli lievitare per alcune ore avendo cura di coprirli con un panno di cotone. Trascorso questo tempo preparate una padella molto capiente all'interno della quale dovrete versare una generosa quantità di olio per friggere. Considerate che i bomboloni dovranno galleggiare nell'olio quindi abbondate. Raggiunta la temperatura giusta dell'olio iniziate a friggere i bomboloni facendoli rotolare da un lato e dall'altro. Una volta ben dorati ritirateli, spolverateli subito di zucchero semolato e farciteli secondo il proprio gusto con crema pasticciera oppure marmellata. 

Una variante toscana prevede che l'impasto venga preparato con 300 grammi di farina, 300 grammi di patate a pasta bianca, lessate e passate, 2 uova, 1 pizzico di sale, la scorza di un limone, 1 bicchierino di liquore.

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