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Cronaca

Il buco nero che ha inghiottito Ylenia, la madre: "Ore e ore per capire che stava morendo"

La ricostruzione dell'accaduto tra il pronto soccorso e l'ospedale di Arezzo dal 26 al 27 dicembre 2021. La 28enne morì per megacolon tossico e setticemia. Ma secondo il medico di famiglia, interpellato dalla madre, l'infezione sarebbe stata evidente dalle analisi: si sarebbe dovuto agire diversamente

"Ci sono volute ore e ore per capire la gravità della situazione. Un tempo lungo, durante il quale è rimasta in codice verde - con priorità bassa - al pronto soccorso. Eppure il prelievo del sangue è stato effettuato alle 14,28. C'era modo di agire con maggiore tempestività. L'esito parlava chiaro: 24mila leucociti e Ves a 92. C'era una grave infezione in corso".

Cristina Fioretti, madre di Ylenia Cavallini, torna a parlare di quelle tragiche ore trascorse al San Donato dalla figlia, tra il 26 e il 27 dicembre 2021, dopo le quali la 28enne morì per le conseguenze di una grave patologia come il megacolon tossico. Sono passati due anni da allora. E' stata sporta denuncia dalla famiglia, è stata aperta un'inchiesta da parte della Procura di Arezzo e un'indagine sul campo viene condotta dai carabinieri di Arezzo.

Il parere del medico di famiglia

Ancora non ci sono esiti e la madre di Ylenia ha rotto il silenzio in merito a una vicenda su cui, assistita dall'avvocato Luca Bufalini, ha deciso di fare piena luce. La denuncia è stata sporta contro ignoti, eventuali responsabilità del personale che prese in carico Ylenia sono da accertare. Ma c'è un parere che pesa nella valutazione dell'accaduto, quello del medico di famiglia della ragazza, indicato peraltro dalla famiglia agli inquirenti come persona informata sui fatti.

Ebbene il medico, stando a quanto riferito dalla madre, avrebbe garantito che il risultato delle analisi del sangue avrebbe dovuto far scattare un'allerta riguardo le condizioni della ragazza. "Di certo non era da trattare in codice verde al pronto soccorso. Avrebbe dovuto essere chiamato subito uno specialista per una valutazione specifica. Il risultato delle analisi era arrivato alle 17 del 26 dicembre, tardi perché Ylenia era in codice verde, quindi con bassa priorità. Solo successivamente sono stati fatti altri accertamenti, come la tac a contrasto. E stando alla cartella clinica Ylenia è stata operata alle 23,30", spiega la madre. La ragazza si è spenta il giorno seguente alle 14,25.

La duplice contestazione

Il "buco nero" che la famiglia contesta è duplice: in primis c'è la questione del triage del pronto soccorso, quando la 28enne fu valutata come codice minore nonostante i dolori lancinanti all'addome. In secondo luogo la valutazione successiva, dalle 17 in poi, con i risultati delle analisi del sangue in mano: 24mila leucociti per microlitro è un valore allarmante, secondo il medico di famiglia, visto che 10.500-11.000 è già considerato alto negli adulti. Può essere il segnale spia di un processo infiammatorio di origine infettiva o di altre patologie. Anche la Ves (Velocità di eritrosedimentazione) è un esame che permette di evidenziale l’eventuale presenza di infiammazioni: i valori normali per una 28enne sono sotto i 20 mm/h, Ylenia aveva un valore di 92.

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